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Terenziani: "Higuain combatte una logorante battaglia interiore"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Terenziani: Higuain combatte una logorante battaglia interiore

Giovanni Terenziani, blogger, ha commentato le parole di Gonzalo Higuain, ex attaccante di Napoli e Juventus, che ha parlato della sua nuova vita.


Giovanni Terenziani, blogger, ha analizzato l'intervista rilasciata da Gonzalo Higuain a La Nacion in cui rivela di essere felice di aver fatto la scelta di sbarcare in un calcio dove c'è meno pressione e di ammettere che in futuro la sua vita potrebbe essere lontana dal mondo della pelota ("mi piace studiare il vino", dice). Queste le parole di Terenziani: "Sapete… non mi ha affatto stupito. Nei giorni scorsi ho letto un’intervista di Gonzalo Higuain rilasciata a La Nacion e risultata parecchio interessante, ma non mi ha lasciato a bocca aperta. Della serie: me lo sarei aspettato. Anzi, sono rimasto di stucco in quanto immaginavo che il Pipita potesse addivenire a certe rivelazioni già prima. Ho sempre avuto un’immagine nitida dell’argentino. Un giocatore formidabile. E’ un talento mostruoso. Ha la classe degli eccelsi. La sua qualità non si discute. Si ama. Parla la lingua del pallone. Tocca la sfera come il pianista tasta le linee bianche e nere del suo strumento. Ha la stessa delicatezza che accompagna il papà mentre coccola dolcemente la creatura. Un fenomeno. E’ dotato della visione di gioco dei migliori. Sul campo pare avere la bussola. E’ sempre al posto giusto nel momento più azzeccato e imbecca i compagni con la precisione dell’orologiaio svizzero. Cosa gli manca? Perché non ha mai vinto la Champions? O un Mondiale? Beh… è stato anche sfortunato in quanto ha vestito maglie come quella del Real Madrid, della Juve, del Milan e della Nazionale Albiceleste, ma non ha mai sbancato il tavolo. Per quale motivo, ai tempi della camiseta blanca, si dice che Ancelotti gli preferì Benzema spedendolo al Napoli? I numeri sembrano aver dato ragione al mister di Reggiolo. Quando si pensa al francese, ci si ritrova di fronte a una macchina programmata per il calcio. Non è un caso, se l’attaccante dei Galacticos ha vinto ben 4 Champions con i vessilli dell’incredibile armata. E non è finita… Higuain, invece, è sempre apparso combattere una complicata e logorante battaglia interiore. Come se il corpo fosse su un campo verde, ma la testa non volesse essere lì. O almeno, non gradisse quella vita. Il Pipa ama il pallone? E’ certo. Altrimenti non si giunge a quel livello e non gli si dedica l’esistenza, ma pare non sopportare l’ambiente in cui deve vivere l’atleta. La galassia ultraterrena in cui è immerso il campione che il covid ha contribuito a rivelare una bolla di sapone. Il calcio sembra emergere dalla normalità ma, fortunatamente, è quanto di più umano esista. Non può trascendere dalle leggi che regolano il tutto come non lo fa alcuna altra disciplina al mondo. Ciò che non è fede, è immanenza. Così, con questo dualismo nell’anima, Gonzalo pare avere condotto la sua carriera. Ora veste la maglia dell’Inter Miami, squadra di MLS americana che sta per iniziare la stagione. A quelle latitudini, come spiega bene il sudamericano, il globo è rovesciato rispetto al Vecchio Continente. La strana bolla di fama e pressioni appartiene ad altri sportivi. Lì, il Pipita ha potuto riunire il suo Io. Ecco perché Higuain non è mai stato un campione completo e non ha raggiunto i livelli che le sue infinite doti avrebbero potuto garantirgli".


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Poi ha aggiunto: "Spesso si è criticato il suo peso e la forma fisica. L’argentino non è Cristiano Ronaldo. Non è bionico e non è l’uomo immerso perfettamente nel sistema in cui presta la propria attività professionale. Gonzalo è come quello studente perfetto, e magari figlio d’arte, che non approva i canoni dell’habitat in cui è inserito. E’ l’alunno che giunge all’esame con una pressione micidiale e un gorilla sulle spalle. In quelle condizioni, la stecca è dietro l’angolo anche per Einstein. Higuain sente le tensioni come pochi. In tanti ricorderanno la scenata di rabbia durante Milan-Juve dopo il rigore sbagliato e l’espulsione patita. Questo è il Pipita. Capace di capolavori come i 36 gol in una stagione di serie A con il Napoli, ma pure di errori micidiali nelle gare di Champions. La finale giocata con la maglia dei bianconeri proprio contro il suo ex Madrid non fu certo una serata di giubilo. I tifosi della Vecchia Signora ricordano con rammarico anche la sua prova nell’ottavo di ritorno contro il Lione dello scorso 7 agosto, quando il Pipita si presentò assolutamente fuori condizione. Un uomo così sensibile non può che avere risentito della situazione attuale. Dopo il lockdown, Gonzalo è sembrato nutrire patemi ancora più ingombranti che, forse non a caso, lo hanno condotto all’addio al calcio europeo. Non voglio trattare delle questioni familiari che, eventualmente, avrebbero contribuito a tale decisione".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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