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Tassotti: "Gattuso teneva testa a Ibra quando sbraitava! Il mio pensiero su Sarri e Conte"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Tassotti: Gattuso teneva testa a Ibra quando sbraitava! Il mio pensiero su Sarri e Conte

Mauro Tassotti ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista al quotidiano Il Giornale soffermandosi anche su Gennaro Gattuso.


Mauro Tassotti, ex calciatore del Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista a Il Giornale: "Sacchi è quello che ci ha cambiato la vita e allungato la carriera, una specie di gerovital: i suoi metodi di allenamenti erano sconosciuti cui aggiungeva il martellamento ossessivo a parole e il clima, a Milanello, era quasi religioso. Persino durante lo stretching non si poteva chiacchierare o sorridere. Capello?  La vulgata ha descritto Fabio Capello come un sergente di ferro e invece ci ha fatto vivere bene. Quella squadra andava quasi da sola, in quegli anni".


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Tassotti ha poi aggiunto: "Alla prima esperienza in prima squadra, mi sono seduto al fianco di Cesare Maldini, il papà di Paolo, col quale era facilissimo andare d’accordo. Con Ancelotti poi l’intesa si è perfezionata. Oltre che amici, eravamo diventati complici. Se Carlo aveva qualche dubbio, mi interpellava e io, senza fare sconti, esprimevo il mio parere. Se non mi chiedeva, non intervenivo anche per non avere rogne su eventuali fughe di notizie. Leonardo invece fu spinto a fare l’allenatore, non aveva dentro il sacro fuoco. Amava più risolvere questioni spinose con i giocatori che occuparsi di questioni tecniche. E infatti, potendo scegliere, ha fatto il dirigente poi. Con Allegri mi son trovato benissimo: lo considero uno degli allenatori più capaci in circolazione. Gli avevo promesso che, finita l’esperienza al Milan, l’avrei seguito alla Juve. Alla fine, invece, rimasi con Pippo Inzaghi per spirito di servizio e fedeltà alla bandiera. Ibrahimovic ogni tanto sbraitava. E quando ti trovi di fronte uno che pesa 96 chili ed è alto 1,95, è meglio stare alla larga. Eppure in quel Milan c’era chi gli teneva testa. Chi? Uno come Rino Gattuso, per esempio. Conte e Sarri? Temevo che Conte facesse subito bene all’Inter. Riconosci al volo le sue squadre: è accaduto con la Juve, con la Nazionale, col Chelsea e ora con l’Inter. Non pensavo invece che Sarri impiegasse così tempo per dare una marcata identità alla sua Juve".


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