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Tarallo: "Mercato da 5, il Napoli non può affidarsi a Milik-Inglese. Cavani, Balotelli e stadio..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Tarallo: Mercato da 5, il Napoli non può affidarsi a Milik-Inglese. Cavani, Balotelli e stadio...

Il noto giornalista rivela: "Ancelotti stima molto Balotelli, lo reputa migliore di Cassano. Perchè non dargli una chance? Raiola lo porterebbe subito a Napoli".


Tiene banco a Napoli la questione San Paolo tra lavori, Universiadi e campionato di Serie A. Al momento resta viva l'ipotesi per il club di De Laurentiis di disputare alcune partite a Palermo. Intanto tiene banco anche il calciomercato. Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con il collega Carlo Tarallo, noto giornalista del quotidiano nazionale La Verità.

Che voto dai al mercato del Napoli fino ad oggi?


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“Direi 5 perché in effetti la rosa ha lo stesso valore dello scorso anno. Il Napoli ha venduto Jorginho che aveva la media passaggi riusciti più alta della Serie A e ha acquistato Ruiz che è un prospetto importante. Aggiungo mezzo voto, quindi 5,5, perché Verdi mi piace molto. Chiaramente il voto non è assoluto, ma in relazione a come si sono mosse le altre squadre sul mercato”.

In che senso?

“La Serie A è tornata protagonista. Pensa che lo scorso anno la Premier spese 2 miliardi di euro per le operazioni di mercato, mentre quest’anno è ferma a un miliardo. La Spagna è passata dai circa 900 agli attuali 670 milioni, mentre i club italiani sono a quota 950 in questa sessione. Detto questo, credo che tra le squadre di testa il Napoli è quella che in proporzione si è rafforzata meno insieme alla Roma”.

Non credi che la Juve abbia fatto un rischioso all-in puntando su Ronaldo a cifre enormi?

“No. La squadra di Allegri è ancora più forte, puntano al massimo e lo fanno con oculatezza. Vincere la Champions, poi, non può dipendere solo da Ronaldo e lo sanno bene. Resta il fatto che hanno acquistato il calciatore più determinante al mondo, il più forte insieme a Messi credo. Anche in mediana mi pare che siano migliorati con Emre Can e in difesa è tornato Bonucci”.

Scudetto già assegnato?

“Assegnato no, ma è evidente che la Juve sia strafavorita. L’Inter si è rinforzata moltissimo e il Milan con Higuain e Caldara ha fatto ottimi colpi. I rossoneri ora sono nelle mani di Elliott e soprattutto del noto manager Paolo Scaroni: il loro progetto è tornare in Champions. In alta quota sarà una bellissima lotta”.

Dovesse arrivare Cavani, quel 5,5 al mercato del Napoli passerebbe a…

“Direi 7 pieno! Mai essere critici a prescindere con un club. L’affare Matador è possibile, mi risulta che ci sono ancora margini di trattativa. Serve uno sforzo economico da parte del Napoli che sarebbe ampiamente ripagato dai tifosi. Non mi innamoro di Cavani, ma mi sembra evidente che questa squadra abbia bisogno di un calciatore di esperienza internazionale in grado di far fare un salto di qualità. Posso lanciare una provocazione?”.

Certo…

“Visto che De Laurentiis è parsimonioso, fossi in lui, a questo punto, farei una scommessa su Balotelli: con 10 milioni lo strappi al Nizza, è ancora giovane, è potenzialmente tra i 5 attaccanti migliori al mondo e non guadagna cifra clamorose. Con un ingaggio da 4 o 4,5 bonus compresi sarebbero tutti felici e in più Ancelotti una volta dichiarò che Mario è a suo avviso più forte di Cassano. E poi c’è un aspetto che fa riflettere”.

Quale? 

“Raiola, agente di Balotelli, tratta con Parma e Torino. Possibile che questo ragazzo, con tutto il rispetto, non meriti una chance in club di fascia più alta?”.

Quindi Milik e Inglese non ti convincono?

“Non è questione di convinzione: a me sembra evidente che una squadra come il Napoli non può affidarsi totalmente ad un calciatore forte ma che negli ultimi due anni ha avuto due infortuni gravi e su un giovane che non ha esperienza internazionale. Arek è un ottimo attaccante, ma servono garanzie, mentre Roberto è tutto da scoprire”.

 Cos’altro manca?

“Malcuit ormai è un giocatore del Napoli, mentre bisogna capire cosa succederà a sinistra con Ghoulam. E poi al momento manca anche un portiere visto l’infortunio di Meret. Bisogna completare quanto prima la squadra da consegnare ad Ancelotti”.

A proposito, quanta e quale eredità di Sarri userà il nuovo mister?

 “Dalla cintola in giù non cambierà quasi niente, dalla cintola si punterà su idee consolidate e su verticalizzazioni improvvise sulla prima punta e non solo. Le prime amichevoli hanno dato notevoli spunti. Ancelotti sfrutterà molto il lavoro di Sarri e in più mi piace molto l’idea di schierare Hamsik regista: Marek è molto intelligente e ha piedi molto raffinati.  Mi auguro che sui calci piazzati Ancelotti possa adottare una marcatura mista a uomo e non una zona totale. Non dimenticherò mai i gol presi dal Napoli al San Paolo contro il Real Madrid: Sergio Ramos che stacca da solo due volte è un incubo”.

Questione stadio San Paolo, il tuo pensiero.

“De Laurentiis e De Magistris sono due facce della stessa medaglia, hanno in comune l’annuncite cronica. Sono due personaggi più attenti a ciò che dicono piuttosto che a ciò che fanno. Questi continui rimpalli di responsabilità non fanno altro che svilire Napoli e il Napoli in una morsa di provincialismo. L’ipotesi di giocare a Palermo è un po’ come creare un problema inesistente per far finta di aver trovato una soluzione. Ci sarà l’annuncio del Comune a pochi giorni da Napoli-Milan con il quale verranno tranquillizzati tutti sul fatto che si giocherà al San Paolo”.

Questione calendario, sorteggio sfortunato? Sei complottista, vittimista o cos’altro?

“Falso problema, le avversarie si affrontano tutte. Anzi, paradossalmente è meglio sfidare  all’inizio squadre non ancora rodate e che hanno cambiato molto come il Milan, ad esempio”. 

Higuain come ne esce dopo il passaggio al Milan?

“Dal punto di vista umano molto male. Personalmente non gli perdono il tradimento al Napoli. Sul versante sportivo credo che il Milan sia la sua dimensione, farà la stella. Cosa che a Torino non gli era possibile prima, figuriamoci ora con l’arrivo di Ronaldo”.

Com’è il rapporto Napoli-Juve dopo l’ultimo duello scudetto e le tante voci di mercato su ostacoli posti dai bianconeri ai partenopei?

“I rapporti tra i club sono buoni al di là di fittizie schermaglie dialettiche di facciata. Il problema del Napoli sul mercato è la lentezza nelle trattative che è figlia di una linea poco chiara. Il club azzurro, come confermato anche da De Laurentiis, va su troppi giocatori per ruolo, almeno 6-7 e questo genera confusione, approssimazione e poca concretezza. E poi, ripeto, il presidente del Napoli, fa come con la Lega: a chiacchiere dice di combatterla, poi si adegua”.

 Per concludere, chi rischia di più di restare fuori dalla corsa Champions?

“La Roma. Si è fortemente indebolita dopo l’addio ad Alisson, portiere che ha portato molti punti, e noi napoletani lo sappiamo bene, e di Nainggolan che resta molto forte e che è andato a rinforzare una diretta concorrente come l’Inter. E non mi sembra siano arrivati eredi di spessore”.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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