Santacroce spiazza: "Donadoni è l'allenatore che ha inciso di più nell'era De Laurentiis"

Fabiano Santacroce, ex difensore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Amore Campania in vista di Napoli-Juventus.
Fabiano Santacroce, ex difensore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Amore Campania nel corso della trasmissione "I Tirapietre" condotta da Francesco Capodanno, Donato Martucci e Luca Cirillo. Queste le sue parole: "Kvaratskhelia? Non è ancora al top, come prima, ma lui ci ha dimostrato che gli possono bastare anche un paio di azioni a partita per essere decisivo. Ci andrei cauto con i giudizi, anche perché viene da un infortunio fastidioso. Milik? Dissi anni fa che lo avrei marcato anche bendato (ride, ndr) e lo ribadisco. Detto questo, credo che Allegri lo farà giocare contro il Napoli anche per aspetti statistici che riguardano il momento di forma dei calciatori. Arek può piacere o meno, ma c’è un dato che strappa l’occhio: fa sempre gol, anche se poi non gioca benissimo. Non è bellissimo da vedere, ma è efficace ed è avversario temibile soprattutto ora che il Napoli sta ancora prendendo le misure dietro".
Poi ha aggiunto: "Kim? Sta facendo benissimo, è un ragazzo che sa anche ragionare e questo lascia pensare che abbia tanti margini di miglioramento ancora. E’ un giocatore completo che può arrivare ai livelli di Koulibaly e forse anche superarlo, ma è al suo primo anno e ci andrei con cautela. Non c’è dubbio che l’impatto con la Serie A del sucoreano sia stato migliore di quello di Kalidou, ma da qui a dire che sia già così meglio del miglior Koulibaly mi sembra un’eresia. Mario Rui? E’ un calciatore importante per questa squadra, più di quanto possa pensare la gente. E poi, rispetto ad Olivera, che pure ha giocato benissimo quando chiamato in causa, conosce da molto più tempo il campionato italiano. Formazione di Spalletti contro Juventus? La stessa che è scesa in campo contro l’Inter: forse potrebbe esserci Lozano in luogo di Politano e, come detto, Mario Rui al posto di Olivera. Rigore Anguissa in Samp-Napoli? Non c’era. Contatto non voluto e quando il mediano del Napoli non poteva più andare sul pallone. Da difensore mi sarei arrabbiato parecchio”.
Infine ha concluso: “Qual è stato l’allenatore che ha lasciato maggiormente la sua impronta nel corso dell’era De Laurentiis? Stupirò chiunque e farò un nome che in pochi ricordano: Roberto Donadoni. E’ riuscito a dare una grossa impronta, magari non sul campo, ma sul fuori campo si. Ha fatto cambiare gli impianti, ha dato una svolta sul piano della professionalità a tutto tondo che prima magari si vedeva meno. Con quale allenatore avrei voluto giocare? Con Benitez mi sarebbe piaciuto, ha dato una ventata di novità in ogni direzione. E poi anche Spalletti, con lui c’è grande organizzazione. Se c’è un altro Fabiano Santacroce? Ne vedo pochi come me per la semplice ragione che prima si difendeva in maniera diversa. Oggi sono più bravi ad impostare, ma magari nell’uno contro uno soffrono molto di più. IDV management? Tra i miei calciatori ci sono diversi ragazzi in crescita, soprattutto cito Hamza Haoudi che alla Turris sta ritrovando il passo e la continuità di cui aveva bisogno”.








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