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Sacchi: "Spalletti ha vinto lo scudetto con una squadra di semisconosciuti"

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan e in passato commissario tecnico della Nazionale, ha parlato alla Gazzetta dello Sport.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

23/03/2024 12:20 - Interviste
Sacchi: Spalletti ha vinto lo scudetto con una squadra di semisconosciuti
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Quello relativo alla costruzione dal basso è uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni. Se ne parla in questi giorni soprattutto dopo l’errore dell’Italia nell’amichevole contro il Venezuela. Ecco il pensiero di Arrigo Sacchi espresso alla edizione odierna della Gazzetta dello Sport: "Nel calcio bisognerebbe saper fare tutto. Se partire da dietro con l’azione può aiutare, allora va bene insistere. Se, invece, questo stile di gioco può creare problemi perché i ragazzi non sono abituati a praticarlo, allora è bene cambiare strada. Si tratta di valutare la situazione con saggezza e raziocinio, e sono certo che Spalletti sia l’allenatore giusto per farlo".



Quali doti sono necessarie per eseguire bene l’esercizio?

"Fondamentali sono le distanze tra gli uomini che palleggiano e i tempi delle giocate. Se sbagli il tempo, cioè se perdi l’attimo giusto del passaggio, rischi di perdere il controllo del pallone e gli avversari ti sorprendono".

Importante avere difensori con i piedi buoni, ma non solo

"Sì, è corretto. Ma io penso che un ragazzo che arriva in Nazionale abbia le qualità tecniche per costruire l’azione dal basso. Non sono mica degli scarponi, gli azzurri. E poi, altra cosa da sottolineare, non è una questione che riguarda soltanto i difensori. Anche i centrocampisti devono smarcarsi per ricevere il passaggio e anche gli attaccanti devono muoversi per indirizzare la manovra".

E ancora: "Se stai fermo, diventi un bersaglio per l’avversario. Ai miei giocatori, quando ero al Milan e in Nazionale, lo dicevo sempre: guai a voi se non vi muovete! Il calcio è uno sport collettivo, invece noi continuiamo a concepirlo come se fosse una disciplina individuale. Spalletti sta lavorando per cambiare questa mentalità, e non è un compito facile. Però lui ha dimostrato, vincendo uno scudetto con una squadra di semisconosciuti, di essere la persona giusta al posto giusto. Non è un mago, ma è bravo e sono sicuro che, da qui all’Europeo, riuscirà a trovare l’assetto migliore per la Nazionale. Purtroppo ha poco tempo e non ha a disposizione un blocco di giocatori provenienti da un solo club".


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