Pepe: "Conte, massacrante ciò che successe negli USA. Agnelli disse testuali parole allo Stadium"

Simone Pepe, ex calciatore della Juventus, ha parlato nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano La Stampa.
Simone Pepe, ex calciatore della Juventus, ha parlato nel corso di una intervista rilasciata a La Stampa: "Mi sento juventino e orgoglioso di aver fatto parte di questa storia vincente. Ricordo ancora il giorno in cui ho firmato: era il 9 giugno 2010 e stavo per andare ai Mondiali. Da lì è cambiata la mia vita: mi voleva la Fiorentina ed invece ho vinto 4 scudetti. Primo incontro con Agnelli? Mi diede il suo benvenuto e si creò subito un bel rapporto, che dura ancora oggi. Abbiamo età simili e di fatto iniziavamo insieme il percorso nella Juve: ruoli diversi, ma identica voglia di fare bene".
Sul suo inizio alla Juve: "I primi sei mesi non andarono bene. Poi il pari al 93' con il Chievo, prima di Natale, ci fermò sul più bello e gennaio fu traumatico. Non abbiamo più retto e siamo arrivati settimi. Una cosa assurda per la Juve e mi sentivo responsabile. La svolta? In due momenti diversi. L'arrivo di Conte con il massacrante ritiro estivo negli Usa. Ci diede fisico e mentalità. E il secondo momento? La notte dell'inaugurazione dello Stadium, quando il presidente disse “Benvenuti a casa”. Quel discorso colpì tutti e fu la scintilla per riscrivere pagine importanti".
Il momento più bello? "Il primo scudetto. Potete immaginare che cosa provammo a Trieste il 6 maggio 2012, quando vincemmo il campionato:quello fu lo scudetto dell'orgoglio e dell'onore, credo sia il più bello di questo incredibile ciclo".







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