Pardo: "Higuain sfigato, ricordate Zidane? Non sono l'uccello del malaugurio, ma..."

Il giornalista di Premium Sport Pierluigi Pardo ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC.
Il giornalista di Premium Sport Pierluigi Pardo ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC. "Le parole del fratello-agente di Higuain sono schermaglie legate alla clausola. Non sto dalla parte di nessuno, però quando c'è un contratto va rispettato. Non è che, se gli ascolti di Tiki Taka migliorano, io vado a chiedere l'aumento... Purtroppo la situazione vigente nel calcio è sempre più dalla parte dei procuratori. Higuain è uno dei migliori calciatori al mondo, ma difficilmente ripeterà la stagione precedente. Se ci riuscisse, avrebbe del clamoroso, quindi vuole monetizzare. E' una battaglia dialettica, perchè le offerte non mancano. C'è solo un modo in cui questa storia non deve finire: Gonzalo non deve andare a scadenza, perchè significherebbe depauperare in maniera impressionante il valore del giocatore. Il Napoli non può permetterselo, è un'ipotesi da scongiurare, la peggiore possibile. Non voglio fare l'uccello del malaugurio, ma la questione della clausola è abbastanza relativa perchè il Napoli si può impuntare e decidere che non cede per meno di una data cifra. Tuttavia, se arrivassero offerte da 80 mln, allora De Laurentiis farebbe bene a pensarci. Anche l'ipotesi di un'asta non è da escludere. Capisco che Napoli sia svegliata sotto choc, però ora l'ambiente deve essere molto forte, non deve pressare De Laurentiis, altrimenti non lo aiuta. L'ambiente azzurro deve essere più che mai maturo. La partita non è finita, queste dichiarazioni sono il calcio d'inizio. Adesso serve una risposta, ma conta soprattutto rispondere in privato. Se non esisteranno margini per venirsi incontro, allora bisognerà benedire la decisione di cedere Higuain per poi usare i suoi soldi per rifare la squadra, come avvenne nella Juve con Zidane. Nessuno dice che senza di lui non si vince, anzi; con tutto il rispetto e la stima per il Pipita, la sua storia recente non è vincente, lui ha una certa sfiga e lo si è visto anche in Copa America. Siamo all'inizio di una partita contrattuale, le parole di Nicolas sono una una minaccia che apre una dialettica di rapporti non semplici con la Società. Morto un papa, anche se straordinario, se ne può fare un altro o anche altri due. Non è detto che il suo addio sia sia una tragedia".







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