Paolo Rossi, il dolore della moglie: "Arrabbiata con Dio, sapete cosa mi ha detto il Papa?"

In una lunga ed intensa intervista a Verissimo, Federica Cappelletti racconta gli ultimi giorni dell'ex campione del mondo che stregò gli appassionati di calcio.
Paolo Rossi, ex calciatore della nazionale italiana, è morto il 9 dicembre 2020 dopo una battaglia contro un tumore ai polmoni, e la moglie Federica Cappelletti prova un dolore enorme. A circa un anno dal triste evento, la donna ha scritto un libro intitolato Per sempre noi due in uscita il 30 novembre e dedicato a Paolo. “È iniziato tutto a marzo 2020, dopo che siamo tornati da un viaggio alle Maldive”, ha dichiarato la Cappelletti in una struggente intervista a Verissimo. “Ho notato che Paolo era dimagrito molto. Siamo andati a fare degli accertamenti che ci hanno dato, purtroppo, il verdetto che mai avremmo voluto sentire. Ma non abbiamo mai perso la speranza, fino a un mese dalla morte abbiamo combattuto per cercare di vincere il nostro mondiale”.
Il tumore è stato diagnosticato a marzo 2020 mentre l'Italia sprofondava nell'incubo Covid. “Abbiamo scoperto una nuova intimità. Durante il lockdown eravamo sempre e solo noi due e lui e si è affidato totalmente a me. È stato faticoso, ma è stato bello poter vivere il nostro amore anche durante quel periodo. Lui aveva capito tutto, ma a un certo punto ho iniziato a raccontargli mezze verità, perché volevo vederlo sereno e positivo. Paolo non parlava molto, ma ogni tanto mi abbracciava e piangeva”.
“Nell’istante in cui il medico mi ha confermato che non c’era più niente da fare, ho voluto portarle a salutarlo - ha confidato la moglie di Pablito a Silvia Toffanin -. Paolo quando le ha viste si è illuminato e tutti e tre hanno capito che quella era l’ultima volta che si vedevano. Le bimbe prosegue sono delle guerriere, sono brave e sono molto orgogliosa di loro. Lui è sempre dentro di me. Sono ancora arrabbiata con Dio, ma il Papa mi ha detto che è giusto così perché anche la sofferenza è una forma di preghiera. Mi conforta il fatto che Paolo sia stato felice e amato fino all’ultimo. Non si è mai sentito solo”.








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