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Paoletti: "Scontri Ultras, ridicolo che De Laurentiis prenda le distanze. Vialli? Una notte..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Paoletti: Scontri Ultras, ridicolo che De Laurentiis prenda le distanze. Vialli? Una notte...

Paolo Paoletti, giornalista, ha ricordato Gianluca Vialli e un ritiro della Sampdoria nel 1987, quando diede un passaggio ad Eleonora Vallone.


Paolo Paoletti, giornalista, attraverso i propri canali social ha parlato di Napoli-Juventus e di Gianluca Vialli, scomparso in questi giorni. Questo il sommario della sua analisi: "Una sera d'agosto, giocando a scopone, capii la classe di Luca, insolita nel calcio, la nazionale si tenga stretti Mancini e gli ex Samp. Spalletti si nasconde: "Juventus più forte", ma lo scudetto può perderlo solo il Napoli. Stop alle trasferte Ultras".  Poi ha scritto: "La sconfitta del Napoli contro l'Inter non aveva riaperto il campionato. E resta ancora il Napoli ad avere in pugno lo scudetto. Certo, dovesse perdere contro la Juve e negli scontri diretti con le altre in zona Champions, tutto potrebbe tornare in discussione, perché chi perde 5 partite è difficile che vinca il campionato. Non credo che ciò avverrà".


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"Devo dire che la prestazione di Marassi non mi ha convinto: Kvara e Anguissa sono fuori condizione, Kim è indispensabile e ne va monitorato il fastidio muscolare, se il Chiolito e Raspadori non giocano vuol dire che non lo meritano. Anche se Mario Rui, ancora assist man, è rimasto più volte fuori senza un perché.... Non è la Diciassettesima di campionato però ad essere argomento principe di questa riflessione. Lo sono, invece, la scomparsa di Vialli e la guerra degli Ultrà - notizie legate, vedremo come - e certamente gli orrori arbitrali. Subito dietro, il verbo-Spalletti secondo il quale la Juve è la squadra più forte del torneo. L'addio di Vialli mi ha lasciato sgomento. A 58 anni non si può morire così, anche se sapevamo tutti che serviva un miracolo per non perderlo. Ci siamo conosciuti bene con Luca e Mancio anni fa al Ciocco, dove la Samp era in ritiro. Agosto 1987, lavoravo per Special Sport, ed Enrico Maida caporedattore di una fortissima redazione sportiva, divise le sedi dei ritiri tra me e Tony Damascelli. Mi toccò anche la Samp". 


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"In quella lunga trasferta - racconta - mi chiese un passaggio Eleonora Vallone, figlia di Raf calciatore del Torino Anni trenta e vincitore di una Coppa Italia in granata. Ely, in quel mentre, fotografa per il settimanale Oggi, non si risparmiò e appena arrivati al Ciocco, scoppiò il putiferio. Boskov mi prese subito sottobraccio, intimandomi di tenerla alla larga, mentre Luca e Roberto diventarono improvvisamente più che socievoli. Portai Eleonora in giro fino all'ora di cena ma non bastò. I gemelli blucerchiati avevano già puntato la preda e rimasero nella hall dell'albergo fino alle 23,30". 

"Già scattata la ritirata, non riuscendo più a tenere a freno la situazione, stavo per salire in camera. Quando sulle scale mi si presentò Vujia, in vestaglia e mazzo di carte in mano. "Chiama Vialli e Mancini che ci facciamo uno 'scopone', non riesco a dormire". I gemelli capirono l'antifona e accettarono di buon grado. Tirammo le ore piccole concedendoci anche amaro ed un Glenn Grant, ten years old... quasi incredibile!".

Poi ha aggiunto: "A quel tavolo verde improvvisato per uno scopone notturno, che per Boskov era sempre meglio di una notte brava, capiì chi avevo di fronte: un navigato zingaro del calcio e due ragazzi di famiglia per bene, con una infanzia agiata, eleganti, di classe. Nonostante fossero coetanei (entrambi del '64) Luca era già uomo, il Bambino - primo soprannome di Mancini - ancora in fase di svezzamento. Ecco, con la scomparsa di Vialli, il calcio ha perso un prototipo di campione-immagine: educato, colto, curioso, bene abituato, elegante, con una classe innata evidente fin da piccolo. Un prototipo da imitare in un mondo di arricchiti, superficiale e becero, spesso ignorante, grossolano, fastidioso". 

"Il contrario di quella Samp, i Doria di Mantovani, Presidente Signore, che arrivò a vincere 2 Coppe Italia ('88 e '89), 1 Coppa delle Coppe nel 1990, lo Scudetto nel 91 e giocare una finale di Coppa dei Campioni a Wembley nel '92, mettendo insieme un maestro di calcio e di vita e ragazzi di valore, perbene, a volte veri talenti.  Come Vialli e Mancini. Farà bene la Nazionale a tenersi stretto Roberto ed i suoi collaboratori, tutti in quella Sampdoria, capace di vincere divertendo, senza mai rinunciare alla classe del suo Patron...".

"Perché la guerra Ultrà è legata alla storia di Vialli? Perché è l'esatto opposto di ciò è stato Luca, quel calcio. Amato dai tifosi, mai complice delle vergogne del tifo. A Genova, a Torino, a Londra, dove il Chelsea lo adottò facendone un idolo e dove Luca ebbe modo di manifestare il british-style che lo ha sempre accompagnato in campo e nella vita. Anche nel suo ultimo viaggio, celebrato UK in totale riservatezza. Quanto alle bande di guerrafondai-tifosi di Napoli, di Roma, di tutte le latitudini... devono essere sgominate con ogni mezzo. Colpendo anche i club, loro complici. De Laurentis prende le distanze dalla guerra per appuntamento sulla A1? Ridicolo. ADL come tutti i presidenti di Club sanno bene chi sono quei cosi-detti tifosi del Napoli, così come è alla Roma ed in tutte le società che hanno seguiti di questo genere. 

"A queste società vanno proibite le trasferte dei così-detti tifosi, da subito e per almeno 5 anni. Ben sapendo che saranno penalizzate tante persone perbene, appassionate di calcio. Ma è  la legge del contrappasso! Se la Thatcher riuscì, infatti, a cancellare gli hooligans, proibendo le competizioni europee ai club inglesi, un motivo c'era e c'è ancora!"

"Infine gli arbitri: a Napoli hanno sbraitato per il gioco maschio degli interisti nella sconfitta di San Siro, urlando al complotto per un presunto arbitraggio permissivo messo sull'avviso da Handanovic: arbitro, mi raccomando fischia poco... L'Inter, la gara successiva, ha perso 2 punti a Monza per un incredibile orrore arbitrale in occasione del 3-1, validissimo. E l'organo tecnico dell'AIA ha così giudicato gli arbitri di Monza-Inter e Sampdoria-Napoli: "Sacchi malissimo, Abisso male ma non troppo".

"Quindi, caro Spalletti, fai bene a dire che la Juve è sempre la Juve. Senza i due punti rubati dal Var contro la Salernitana, oggi i bianconeri - mai partiti così male - sarebbero a 5 punti, con la possibilità di accorciare a 2 venerdi sera. Allegri sta ancora aspettando Pogba, il vero Di Maria, Vlahovic, ed ha appena recuperato, in parte, Chiesa. Ma lo scudetto lo può perdere solo il Napoli. E tu, Lucio, ben lo sai!".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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