Paoletti a valanga: "Che differenza tra Pallotta e De Laurentiis! Dove sono finiti i soldi?"

"Che fine hanno fatto tutti i soldi incassati da De Laurentis?", Paolo Paoletti critica apertamente la gestione societaria del Napoli.
Il giornalista ed ex addetto stampa della SSC Napoli, Paolo Paoletti sul suo profilo Facebook ha scritto un lungo messaggio: "Grazie Roma! Venditti l'ha ricantata ieri notte da casa sua, mentre quasi tutta Italia l'ha fatto davanti la tivù alla fine di Roma-Barcellona 3-0. Un miracolo... Possibile se ci si batte come hanno fatto Di Francesco, tutti quelli che sono andati in campo, i panchinari, il pubblico dell'Olimpico presente come nelle notti delle grandi occasioni. La Roma la 'Grande Occasione' l'ha colta. Suscitando applausi e un po' d'invidia come tutti quelli che riescono in una impresa. Le cronache del giorno dopo, oltre colore, interviste e commenti estatici, pubblicano il resoconto incassi: la Champion fin qui ha portato a James Pallotta la bellezza di 80 milioni, al netto del botteghino! Di più se la Juventus resta fuori... Solo per la conquista della semifinale un premio di 7,5 milioni di euro garantito dall'Uefa, cui s'aggiunge l'incasso per la gara casalinga di semifinale. Col Barca 3,6 milioni, di più la prossima volta. Secondo il risultato di Madrid, grazie alla quota legata al market pool, arriverebbe una fetta maggiore che porterebbe il conto finale a sfiorare i 15 milioni solo per la semifinale. Bene, credo che nessuno a Roma faccia il tifo contro la Juve; come quasi nessuno ha fatto il tifo contro la Roma la cui vittoria, anzi trionfo, ha inorgoglito una volta tanto, tutto il calcio italiano. Il tema è: non basta più partecipare alla Champions, bisogna saper andare avanti. Tema che accomuna Napoli, Inter, Lazio, forse il Milan. La nuova ripartizione dei premi Uefa, infatti, accentua questo obiettivo: bisogna andare avanti, per aumentare i premi in percentuale. Chi fa solo la fase a gironi, avrà diritto ad un premio fisso ma meno interessante. De Laurentis per incassare 80 mln più botteghino, deve vendere almeno 3 giocatori: Koulibaly, Jorginho, Ghoulam. Se Sarri fosse andato avanti in Champions, invece di perderne 4 su 6, si sarebbe autopagato i 4 milioni netti che chiede. Produrre ricchezza, infatti, è il primo dei doveri dei cosidetti aziendalisti in panchina. Ovviamente l'obiezione sacrosanta di Maurizio è che questa rosa a disposizione non regge 3 competizioni, che poi sono 2, in quanto in totale la Coppa Italia impegna solo 5 gare per le 2 finaliste. Quindi siamo alle solite: se non investi e non sai investire, non vinci, non incassi".
"La Roma di Pallotta è un confronto che non lascia scampo: gli americani hanno comprato la Roma pagando 360mln di debiti a Unicredit, per i primi anni titolari delle azioni in pegno. Come per il Napoli, che però è costato appena 36 mln per una azienda pulita dal fallimento. Soldi che De Laurentis ha incassato nei primi 3 anni, liberandosi dal pegno. Pallotta però ha Trigoria (bellissimo), un ottimo settore giovanile, ha già speso 60 milioni per il progetto del Coliseum, il nuovo stadio. Che fine hanno fatto tutti i soldi incassati da De Laurentis? Questo è il tema, non se il Napoli riuscirà a battere il Milan privo di Romagnoli e Bonucci. Sarri ha disdetto il fitto della Villa a Varcaturo. Segnale che inquieta, oppure solo voglia di venire ad abitare a Napoli, lasciando le lande desolate del litorale domitio. Così come le voci di cessione di Callejon e Jorginho, sembrano presupposti di smobilitazione. Tutti i club hanno problemi di budget, e quindi di competitività. Ma la Juventus ha saputo triplicare il fatturato entrando tra le prime 10 società europee per introiti. Mentre è tra le prime 8 in Europa ed in 4 anni ha giocato 2 finali Champions. Ciò da la misura del miracolo fatto dalla Roma. Che certifica la possibilità di vincere anche se inferiore nella qualità della rosa. Al pari, anzi meglio dell'impresa del Liverpool contro i miliardari del City. Solo lottando come hanno fatto i giallorossi, il Napoli potrà provare a vincere il campionato. Altrimenti qualcuno dovrà spiegare tante, troppe, cose!"







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