Panatta spiazza su Sinner: "Ho visto Jannik da pochi metri, vi devo confessare una cosa"
"Io ho capito che, al di là del fatto che è un fenomeno, lui ha anche un valore aggiunto che gli regala la racchetta con la quale gioca", ha spiegato l'ex tennista.

Adriano Panatta è andato a Parigi per una vacanza di piacere, ma anche come ospite d'onore del Roland Garros e nella due giorni parigina si è goduto lo spettacolo offerto dagli azzurri Sinner e Musetti. L'ex campione di Davis ha rivelato le sue sensazioni nel vedere dal vivo Sinner nel corso del podcast di Paolo Bertolucci "La telefonata".
Queste le parole di Adriano: "Io ti devo confessare una cosa. Jannik l'ho visto già altre volte ma stavolta a pochi metri dal campo me ne sono resto conto in modo ancora più chiaro. Sinner mette veramente paura: lui non vuole solo vincere ma ti vuole proprio menà, ti vuole gonfià, ti vuole distruggere", ha detto Panatta in dialetto romano. "Lehecka poverino, mi ha fatto una tenerezza che non puoi capire, è tre categorie sotto Jannik".
"Lui è proprio su un altro pianeta perché questi avversari qui giocano con un braccio di ghisa. Non hanno sensibilità", ha proseguito Panatta. "Io ho capito che, al di là del fatto che è un fenomeno, lui ha anche un valore aggiunto che gli regala la racchetta con la quale gioca. Diciamocelo, è un’arma letale. La palla non esce in maniera normale ma con un effetto fionda con le corde tese".
"È impressionante come ormai questi tennisti abbiano un’arma vera in mano: l’effetto del colpo sulla palla è clamoroso rispetto ai nostri tempi", ha concluso Panatta.
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