Matthaus: "Maradona era più veloce di Messi. La mia partita d'addio gli salvò la vita"
L'x calciatore tedesco ha raccontato il suo rapporto con Diego Armando Maradona. Sono tanti gli aneddoti rivelati dall'ex campione della Germania.

Lothar Matthäus ha rilasciato una lunghissima e meravigliosa intervista alla Süddeutsche Zeitung, rivista tedesca. Nel 1988 giocò la partita d'addio al calcio di Platini: "Giocai quella partita in squadra con Maradona, nella selezione mondiale di Platini, contro la Francia. Era la prima volta che io e Maradona passavamo davvero del tempo insieme, per due giorni interi, legammo molto… A pranzo, prima della partita, Maradona mi fa: “Ho dimenticato le scarpe”. Io avevo un contratto con Puma, e in nazionale ho sempre dovuto giocare con le Adidas. E poiché stavo già andando al campo di allenamento, avevo con me anche le scarpe Adidas. Allora dico: “Diego, che numero di scarpe hai?” Dice “6½”. O “7”, non ricordo esattamente. Dico: “Senti, lo so che hai anche tu un contratto con Puma. Ma ho un paio di Adidas con me. Eccole”. Io tanto non le avrei indossate. Ma questo non ha infastidito Maradona. Dopo la partita, mi ha restituito le scarpe. Ma… le aveva allacciate in modo diverso!".
Il rapporto con Diego: "Non voglio dire che eravamo amici. Ma eravamo davvero buoni amici di calcio. Ogni volta che ci vedevamo o giocavamo l’uno contro l’altro, ci abbracciavamo, non importa quanto fosse lontana la strada da fare. C’era un grande rispetto reciproco. Abbiamo… avevamo la stessa età. Ha vissuto come voleva e penso che gli sia piaciuto molto. Aveva bisogno di amore. Ma l’ha ricevuto anche da molte persone che hanno approfittato della sua debolezza. Ciò che mi ha reso davvero triste è stata la Coppa del Mondo 2018, quando faceva ginnastica in tribuna ed era chiaramente fuori di testa. Sono rimasto deluso dal fatto che lo consentissero. Ero proprio arrabbiato! Mi sono chiesto: perché nessuno si prende cura di lui? Mi ha fatto male. Non era il Diego che conoscevo".
Il Diego che conosceva Matthäus era semplicemente “il migliore”. "Uno dei giocatori più veloci al mondo. Più veloce di Lionel Messi – e più esplosivo, direi, ma altrettanto forte nel dribbling. Spesso la palla è il più grande nemico di un calciatore. Maradona ha sempre obbedito alla palla. Ha dato tanto al calcio. Negli anni ’80 non ce n’era uno migliore di lui. Ronaldo e Messi sono su un livello simile. Ma né Messi né Ronaldo sono mai diventati campioni del mondo. E fa una gran differenza per me".
Nel 2000 la partita d’addio di Matthäus allo Stadio Olimpico di Monaco. Alcuni dicono che quella partita salvò la vita a Maradona. Era solo a Cuba, in una terribile crisi personale. L’invito lo salvò da se stesso. "Se solo sapessi quanto è stato difficile raggiungerlo! Si era chiuso ed era circondato dalle persone sbagliate. Per farlo venire facemmo muovere decine di persone, famiglia, amici, voli in business class… Ma per me era importante solo averlo con me. Una partita d’addio senza Maradona, era impensabile. Lui si divertì come un pazzo. Gli applausi, l’atmosfera, il rispetto degli avversari, dei compagni di squadra che gli davano la palla… Praticamente non poteva camminare per quanto era sovrappeso. Ma quanto amore, quanto divertimento! È stato tutto sensazionale. Sono sempre felice per gli altri quando stanno bene. E Diego si sentì di nuovo bene in quel momento".
Le feste di Diego sono leggendarie. Matthäus ricorda la sua esperienza: "Siviglia, 1991. Maradona si era trasferito lì e la sua prima partita (dopo la squalifica per doping) fu un’amichevole contro il Bayern. All’una o mezza di notte Maradona disse: Vieni con me! Gli chiesi se potevo portare Raimond Aumann e Jan Wouters con me. Volevano festeggiare, e sì, eravamo in tre. Quella era festa pura! Quella era una festa “vera”! Dalle cinque del mattino Maradona ha ballato sul tavolo a petto nudo. Un pazzo! C’era la sua Claudia ed era davvero felice di poter giocare di nuovo a calcio. E’ andato avanti fino alle sette del mattino, dovevamo essere all’aeroporto per le nove. Aumann aveva chiesto a Maradona la sua maglia: alle sette e un quarto la maglia di Diego era davanti alla camera d’albergo di Aumann".








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