La verità di Quagliarella sul suo addio al Napoli: "Nel 2010 sono state dette cose diverse"

Soddisfatto pure Vittorio Quagliarella, papà di Fabio, presente in aula alla lettura della sentenza del giudice Ernesto Anastasio, del tribunale di Torre Annunziata.
L'edizione odierna de La Repubblica riporta le parole dell'ex attaccante del Napoli, in seguito alla sentenza che ha condannato il suo stalker: "«Giustizia è fatta». Fabio Quagliarella ha commentato così la condanna a 4 anni e 8 mesi di Raffaele Piccolo, il poliziotto che da amico si è trasformato in stalker dei vip, tra cui Guido Lembo e il 34enne attaccante della Samp che lo ha accusato di aver inviato lettere anonime al Napoli quando vestiva la maglia azzurra. «Il mio addio al Napoli nel 2010 - ha spiegato Quagliarella, rappresentato dall’avvocato Gennaro Bartolino - ha avuto motivazioni diverse rispetto a quelle di cui si parlava all’epoca». Soddisfatto pure Vittorio Quagliarella, papà di Fabio, presente in aula alla lettura della sentenza del giudice Ernesto Anastasio, del tribunale di Torre Annunziata. "Mio figlio non è un camorrista. Peccato per com’è finita col Napoli".







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