Juan Jesus: "Non devo dimostrare niente a nessuno. Conte un sergente"
Juan Jesus ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Radio Crc per parlare del momento che sta vivendo nel Napoli di Antonio Conte.

Il difensore brasiliano Juan Jesus, ai microfoni di Radio Crc, ha parlato del momento che sta vivendo alla corte di Antonio Conte, in questo nuovo progetto tecnico: "Vittoria con il Venezia? Loro sono una squadra molto organizzata, si è visto che abbiamo avuto difficoltà a trovare gli spazi giusti. Ma abbiamo dominato la partita ed abbiamo fatto ciò che il mister ci ha chiesto in settimana. Non è facile avere pazienza quando si resta sullo 0-0, ma l’abbiamo fatto e questi tre punti sono molto importanti. Siamo in vetta alla classifica e dobbiamo pensare subito alla Fiorentina: sarà una partita molto complessa".
Poi ha aggiunto: "Abbiamo cambiato tante cose dall’anno scorso ed abbiamo lo stesso fatto bene. Adesso con la Fiorentina abbiamo la possibilità di chiudere bene il girone d’andata. Con le squadra d’alta classifica siamo riusciti a trovare due pareggi difficili tra Torino e San Siro. Il nostro obiettivo è continuare questo percorso di crescita, perché siamo una squadra forte. Rrahmani? Amir lo conosco da quattro anni, non è una novità per me giocare con lui. Buongiorno è un calciatore di prospettiva importante, ci sta dando una grossa mano. Io sono in Italia da 14 stagioni e non devo dimostrare niente a nessuno, perché il mio percorso l’ho fatto anche bene, al di là delle critiche. Sono una persona che lavora tanto e che è sempre a disposizione del mister e della squadra: mi interessa solo il parere della società del tecnico. Le chiacchiere le lascio perdere, perché sono un professionista ed ho fatto un percorso: nessuno sa quanto ho lavorato per arrivare fino a qua. Dimostro sempre tutto con i fatti in campo e mai con chiacchiere e polemiche: si è visto anche in queste due partite".
"Siamo una squadra di bravi ragazzi, alle volte scherzando dico anche che siamo troppo buoni, perché ogni tanto ci vuole un po’ di cattiveria in campo. Ma lavoriamo tantissimo, seguendo quello che ci dice il mister. Io trovo un gruppo sereno e che ha sempre voglia di imparare, dove tutti danno una mano per superare le difficoltà. Abbiamo ancora tanto da fare, perché la strada è ancora lunga, ma spero di continuare così".
Conte? "È un sergente. Più bastone che carota, ma penso che questo abbia sempre funzionato, considerando i risultati che ha raggiunto. L’ho incontrato quando era alla Juventus ed era difficilissimo affrontarli. Scherzando ho detto anche a lui che o mi sta allungando la carriera di 10 anni o mi sta facendo smettere subito (ride ndr). Perché è una persona che ci fa lavorare tanto su quello che ci serve e questo si vede nelle partite. Non giocavo da tanto eppure non mi sono stancato: questo grazie agli allenamenti che facciamo".
"Napoli per me è una città importante, in cui sono venuto in un momento difficile della mia carriera. Spalletti ha creduto in me ed ho dimostrato il mio valore. La gente mi ha accolto benissimo ed abbiamo vinto un campionato insieme. Io mi sveglio ogni mattina e vedo il Vesuvio: è una città bellissima. Come tutte le grandi città ha le sue difficoltà, ma la gente vive davvero di passione".
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