Juan Jesus bacchetta qualche compagno: "Non hanno capito importanza della gara". Poi risponde agli insulti
Il giocatore ha parlato dopo la sconfitta in Champions League contro il Barcellona: "La Champions è un'altra atmosfera, se non entri con la testa giusta ti fai male".

Napoli sconfitto in Champions League contro il Barcellona. Juan Jesus ha rilasciato alcune dichiarazioni in mixed zone: "Peccato per i primi minuti in cui abbiamo subito la pressione e il gioco del Barcellona. Questo ci dà esperienza, ci fa capire che in Champions se sbagli anche di pochissimo lo paghi. I ragazzi sono dispiaciuti, lo sono anche io, ma adesso c'è da andare avanti il meglio possibile in campionato. La Champions è un'altra atmosfera, se non entri con la testa giusta ti fai male. Essendo i ragazzi tutti giovani forse non hanno capito l'importanza e la difficoltà della competizione e della partita. Serve per fare esperienza, anche per cambiare atteggiamento nel finale di stagione. La matematica ancora ci permette di qualificarci in Champions e ci proveremo fino alla fine per il quarto posto. Non possiamo pensare alle ipotesi di qualificazione al quinto posto sperando nelle italiane in Europa. Non dico che siamo stati in balia del Barcellona".
"Noi non abbiamo capito l'importanza e la difficoltà della gara. In queste gare ci sono altri ritmi, il Barcellona ha fatto una grande gara, abbiamo subito quei 5 minuti ma dopo abbiamo fatto 2-1 e potevamo anche pareggiarla con Lindstrom e Olivera, abbiamo avuto delle occasioni. Abbiamo fatto una buona partita. Il nostro obiettivo è entrare in Champions League l'anno prossimo, dobbiamo fare più punti possibili nelle prossime partite negli scontri diretti con Bologna e Atalanta".
Poi ha proseguito: "Oggi abbiamo fatto quello che il mister ci ha detto in allenamento, ce la siamo giocata anche rischiando, perché in Champions se non rischi allora è meglio non scendere in campo. Le critiche? Fanno parte del lavoro, io comunque penso che nella vita ci sono problemi più gravi. Se la gente mi insulta o dice qualcosa di troppo, io ho abbastanza esperienza da non ascoltarli e fare il mio lavoro. Io posso sbagliare, sbagliano tutti, ma sono consapevole degli errori e delle cose buone che faccio. Io non ascolto nè le critiche nè i complimenti. Mantengo sempre i piedi per terra perché il calcio è fatto così, i tifosi possono dire ciò che vogliono, io penso a fare del mio meglio, a sudare la maglia e a giocare per i miei compagni", ha sottolineato.
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