Izzo apre il suo cuore: "Gesto bellissimo di Mazzarri. Napoli casa mia, ho sofferto tanto..."

Armando Izzo si sta facendo apprezzare dai tifosi del Torino non solo per le sue qualità tecniche, ma anche per la sua grande umanità.
Se c’è una caratteristica che contraddistingue Armando Izzo da molti altri giocatori, come sottolinea Toro.it, questa è la genuinità. Il difensore del Torino ci ha messo davvero poco a entrare nel cuore di gran parte dei tifosi granata: perché in campo ci mette la grinta (abbinata anche a una discreta qualità), e fuori ha sempre un sorriso per tutti. Con i compagni, poi, il rapporto è speciale, e lo si vede da come interagisce attraverso i social network, Instagram in particolare. “In effetti, il cuore granata ispira il mio modo di essere” dice il difensore, in una lunghissima intervista. “Sono uno che non molla mai, e ai tifosi voglio dire con certezza che metterò impegno e onorerò la maglia fino all’ultima goccia di sudore“. Dichiarazioni di facciata? Assolutamente no, l’entusiasmo si percepisce subito: “Qui c’è un gruppo di ragazzi fantastici, tanto che mi sembra di stare qui da una vita perché conoscevo già diversi di loro, mi hanno accolto benissimo. Sono contento e felice di vestire questa maglia. So che il presidente ha fatto un sacrificio per portarmi qui, voglio ripagare la fiducia sua e di tutte le persone che mi stanno intorno. Lo farò comportandomi per come sono, guardando sempre avanti e non mollando mai”. Chi conosceva, prima? “Cristian Ansaldi, che è una persona veramente bella e sincera, e tra i nostri figli c’è uno splendido rapporto. Poi c’è Iago Falque, più timido. E infine Rincon: mi piace scherzare con lui perché caratterialmente ci capiamo e stiamo bene insieme”.
All'interno del dialogo con Torino Channel, Armando Izzo comincia a parlare del suo passato. Prima quello calcistico, poi quello privato. “Qui a Torino ho ritrovato Santoro (team manager, ndr) che è un grande uomo. E poi c’è Mazzarri, che conobbi da bambino e con il quale, ora, lavoro da uomo. Ci aiutiamo l’un l’altro, anzi: lui ci trasmette tanta carica, non vuole mai perdere. E poi, sì: mi comprò un paio di scarpe da ginnastica che non avevo, quando ero nel ritiro del Napoli a Folgaria, nel 2010. Fu un gesto bellissimo, e fu lui a notarmi in azzurro“. Napoli, la Campania, casa sua. Con tanti trascorsi difficili. “Ho sofferto tanto” dice Izzo, “e questo mi porta a non mollare mai. Non mi aspettavo di arrivare in Serie A, ho fatto tanti sacrifici e l’ho capito giorno dopo giorno. Perdere un papà da giovane non lo auguro a nessuno. Ora io sono padre, e le mie due figlie, Aurora e Vittoria, sono tutto per me. La prima è nata in un momento di sofferenza, la seconda è stata come una vittoria, un momento di sole dopo aver superato quel momento. Io non mi sono mai dimenticato da dove vengo e sono felice di tanto in tanto di abbracciare il mio quartiere. E soprattutto i giovani del posto. Sono tutti “scugnizzi”, non hanno paura di niente, sono spensierati, dolci. Basta uno sguardo per capirsi. E se ce l’ho fatta io ad affermarmi possono farcela anche loro”.







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