Insigne: "Inter e Torino mi mandarono a casa. Una sola persona ha creduto in me"

Lorenzo Insigne ha messo in evidenza il retroscena che riguarda la sua carriera: "Al Torino mi assicurarono che sarei andato da loro, mi mandarono a casa".
Lorenzo Insigne, capitano del Napoli, ai microfoni della Rivista Undici, ha svelato un retroscena sulla sua carriera: "Il più grande pregiudizio nei miei confronti è stato l’altezza. Al Torino, mi assicurarono che a 14-15 anni sarei andato da loro per un provino: partii, feci due-tre allenamenti, giocai una partita. Dopo mi dissero: sì, bravo, ma onestamente ci aspettavamo che crescessi. Mi mandarono a casa, e la stessa cosa successe all’Inter". Difficile, dunque, che il capitano approdi in maglia nerazzurra qualora andasse via dal Napoli.
Insigne, poi, tiene ad evidenziare: "L’unico che ha creduto in me è stato Peppe Santoro, al settore giovanile del Napoli". Proprio così, perché l'attuale team manager del Napoli Giuseppe Santoro, prima di ricoprire l'attuale carica, è stato per diversi anni responsabile del settore giovanile azzurro.
Proprio grazie a lui, Lorenzo, ha scoperto di essere il talento che ha mostrato in questi anni a Napoli. Il capitano azzurro non finirà mai di ringraziarlo, la gratitudine, in effetti, è un pregio dei grandi uomini.








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