Ibrahimovic: "Appena nato l'infermiera mi ha fatto cadere da un metro d'altezza"

Zlatan Ibrahimovic ha raccontato la sua infanzia difficile ed un episodio molto particolare che ha segnato la sua vita e il modo di approcciarsi con gli altri.
Zlatan Ibrahimovic ha raccontato la sua infanzia difficile in Svezia: “Ero un bambino che ha sempre sofferto. Appena nato, l’infermiera mi ha fatto cadere da un metro d’altezza. Io ho sofferto per tutta la vita". Ha evidenziato il campione svedese ora dirigente del Milan.
"A scuola ero diverso: gli altri erano biondi con gli occhi chiari e il naso sottile, io scuro, bruno, con il naso grande. I miei compagni avevano i vestiti firmati, io la tuta della squadra. Non avevo calzini, solo i calzettoni da gioco, e mi prendevano in giro. Parlavo in modo diverso da loro, mi muovevo in modo diverso da loro. I genitori dei miei compagni fecero una petizione per cacciarmi dalla squadra".
"Sono sempre stato odiato. E all’inizio reagivo male.Con l’isolamento poi ho imparato a trasformare la sofferenza, e pure l’odio, in forza. Benzina. Se sono felice, gioco bene. Ma se sono arrabbiato, ferito, sofferente, gioco meglio. Da uno stadio che mi ama, prendo energia. Ma da uno stadio che mi odia, ne prendo molta di più". Ha evidenziato l'ex fuoriclasse svedese sul suo approccio durante le molteplici partite di calcio giocate in carriera.








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