Gilardino: "Ero ormai della Juve, ma Quagliarella fece saltare tutto. Rischiai di morire"

A quasi 35 anni, Alberto Gilardino punta il prossimo obiettivo: arrivare a 200 gol in Serie A. L'8 marzo l'attaccante del Pescara è stato operato al ginocchio.
A quasi 35 anni, Alberto Gilardino punta il prossimo obiettivo: arrivare a 200 gol in Serie A. L'8 marzo l'attaccante del Pescara è stato operato al ginocchio destro e non vede l'ora di tornare, per riprendere a suonare il suo violino, come racconta in una intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco quanto si legge: "Il goal è la mia droga. Cerco di non farne una malattia, però, e guardo avanti. A Palermo sono stato benissimo e sarei rimasto, ma il rapporto con il presidente non era semplice. Volevo più serenità. Ho avuto la possibilità di andare a Empoli, ma è stato un errore. Non c'entravo nulla con il gioco dell'Empoli. Pensavo che avrebbero cercato di sfruttare le mie caratteristiche. Ma non è successo. È stata una scelta sbagliata mia e loro. Pescara? Oddo mi ha voluto fortemente. Però io mi sono fatto male alla prima partita e lui è stato esonerato. Ci tenevo a far bene, a ringraziare in campo il presidente Sebastiani, a rimettermi in gioco. Spero di rientrare in tempo per fare qualcosa di buono. Anche Zeman mi ha fatto capire di puntare su di me. Ho vinto trofei importantissimi come il Mondiale e la Champions, ma mi mancheranno i titoli italiani. La realtà è che, dopo l'addio al Milan, non ho mai avuto una seconda possibilità. Chissà perchè. Non so darmi una risposta. Perchè lasciai il Milan? Non sentivo più la fiducia, si era rotto qualcosa nonostante avessi segnato parecchi goal. La società comprò altri attaccanti e io decisi di andare a Firenze. Il mio cammino non è compiuto. Dentro di me ho il desiderio di giocare ancora. Spero di trovare una squadra che mi dia fiducia. Sono vicino ai 200 gol in Serie A: posso centrare questo traguardo. Per adesso sono a 188 insieme a Del Piero e Signori. E ho davvero la voglia di lasciare un segno ancora più profondo. Nell'estate del 2013 era tutto fatto per il mio trasferimento alla Juve. Ero felice. Poi Quagliarella rifiutò di andare alla Lazio e così saltò anche il mio arrivo. Ci restai molto male. Quella poteva essere la svolta della mia carriera. Nel 2001 rischiai di annegare dopo un incidente. Per fortuna restai lucido e aiutai anche tre amici a uscire dall'auto. Ho sempre pensato che ci sia stato un intervento divino".







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