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Ferlaino: "Mi dissero che Maradona era un bidone. San Carlo operazione commerciale"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Ferlaino: Mi dissero che Maradona era un bidone. San Carlo operazione commerciale

L'ex presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di un'intervista al quotidiano Il Mattino.


L'ex presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di un'intervista al quotidiano Il Mattino. Ecco quanto si legge: "Se incontrerò Maradona? Può darsi. Nella mia mente sono rimasti solo i ricordi belli. Non andrò al San Carlo. Mi hanno invitato, ma oggi andrò a Innsbruck per la comunione di mio nipote Michele: mia figlia Francesca, che vive lì, ci tiene moltissimo. Lunedì mattina, poi, partirò per Firenze, dove martedì sarò premiato alla Hall of fame del calcio italiano. Avrei voluto incontrare Maradona, ma non saprei quando: ieri sono andato allo spettacolo di Sal Da Vinci, mentre lunedì c'è la cena di gala a Firenze. Però ho intenzione di chiamarlo. L'ultima volta ci siamo visti a Montevideo, una quindicina di anni fa: lui stava male, andai a trovarlo. Lo incontrai anche qualche anno dopo a Buenos Aires. Se in questi anni ci siamo sentiti? Qualche volta. Ma io non ho mantenuto rapporti con i calciatori: dopo aver lasciato il calcio, non ho sentito più quasi nessuno. Quando uno decide di chiudere non deve voltarsi indietro. Io, almeno, la vedo così. Che idea s'è fatto di questo omaggio al San Carlo? Visto col distacco del cittadino, è un'operazione commerciale. Ma se lo guardo con gli occhi del tifoso, da vero napoletano, dico che è una bella festa. Maradona ha rappresentato per questa città qualcosa di unico. Se anche il presidente oggi volesse spendere una fortuna per prendere Cristiano Ronaldo, non ci riuscirebbe. Accettando di venire a Napoli, invece, Diego ha fatto la fortuna del Napoli e anche la propria. Il suo carattere si sposava perfettamente con quello dei napoletani, questo era il posto ideale per lui. Era un grande giocatore ma bisognava gestirlo. E a Napoli lo abbiamo gestito bene. Perchè da trent'anni Napoli è immersa fino al cuore in questa passione? E perchè mai ci si dovrebbe liberare di un grande amore? Maradona è stato artefice di due scudetti, ha condotto la squadra alla vittoria della Coppa Uefa e di una Supercoppa. Ci ha dato gioie enormi. E comunque i napoletani amano Maradona non solo per i suoi enormi meriti sportivi, ma anche perchè pur essendo argentino è rimasto napoletano. Certo, quando lo conobbi, nella sua villa di Barcellona, mai avrei pensato che trent'anni dopo sarebbe stato omaggiato al San Carlo. Anzi, le racconto un aneddoto: dopo aver firmato il contratto che lo legava al Napoli, mentre ero in albergo nell'attesa che un aereo privato mi portasse a Milano, dove la mattina seguente avrei dovuto depositare il contratto in Lega, ordinai un whisky on the rocks. Il barman me lo servì e, sorridendo, commentò: Vi abbiamo rifilato un bidone: avete pagato tredici miliardi e mezzo un calciatore grasso. Mi gelò al punto che nel bicchiere mi pareva ci fosse solo ghiaccio. Prese una bella cantonata, il barman spagnolo. Sì. All'inizio non andò benissimo, ma poi con il 3-1 in casa della Juve, dove non vincevamo mai, arrivò la svolta. La scalata allo scudetto cominciò da lì. Se dovessi raccontare Maradona ai miei nipoti parlerei della sua onestà sportiva, una dote che pochi giocatori hanno. E direi che, oltre ad essere eccezionale per tecnica e personalità, in campo era leale. Un vero innamorato del calcio E dell'uomo che cosa racconterebbe? Non sta a me valutarlo: io giudico il calciatore. Quello che ha fatto come uomo sono fatti suoi. Aurelio De Laurentiis? Ci siamo incontrati qualche volta a Capri, un paio di volte in treno. Si dedica molto al Napoli, forse un po' meno alle sue attività cinematografiche. È in gamba. Maradona ha riservato parole affilate anche a lui Diego è fatto così, ma bisogna amarlo per quello che ha dato al Napoli. Ricordo come se fosse oggi la festa nello spogliatoio alla fine della partita con la Fiorentina, quella che ci consegnò lo scudetto. Ho bevuto tanto di quello champagne che dopo trent'anni sono ancora ubriaco. Quel prodigio si potrà ripetere? Ce lo auguriamo tutti, ma non mi chieda previsioni. Società e squadra stanno facendo bene, facciamole lavorare in pace. Piuttosto, non vorrei che il clamore intorno all'arrivo di Maradona facesse dimenticare la cosa più importante: cioè, la partita che oggi il Napoli deve giocare col Pescara. All'andata ci hanno dato filo da torcere, non bisogna sottovalutarli".


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