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ESCLUSIVA - Rafael, il papà: "Ho un augurio per l'anno nuovo. Che Napoli a Doha! Dopo 24 anni..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
ESCLUSIVA - Rafael, il papà: Ho un augurio per l'anno nuovo. Che Napoli a Doha! Dopo 24 anni...

Sergio Barbosa, padre del numero 1 azzurro, Rafael Cabral, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla redazione di AreaNapoli.it.


Certi giorni sono giorni diversi e li riserviamo alla famiglia. Perché il calore di casa, come il rispetto delle tradizioni, lo richiede. E' un culto antico, a cui tutti obbediamo. Un po' per abitudine, un po' per fede. Specie se questa è autentica: come la sua. Ancor più quando, oltre alla liturgia, c'è da celebrare un successo importante come una Supercoppa. "Amiamo trascorrere le feste insieme e stavolta, grazie al Napoli, la nostra gioia si moltiplica. Il risultato di Doha ha premiato la fiducia dei tifosi e il gran lavoro di Higuain e i compagni: non potevamo sperare di meglio".

A parlare è Sergio Barbosa: un omone paffuto, faccione tondo, di quelli simpatici. Ricorda Tom Hanks e forse non è un caso. Capelli grigi, come il pizzetto, ma cuore profondamente verdeoro, un sorriso gli segna il volto appena nomini suo figlio: "L'entusiasmo per la vittoria di Rafael ha reso questo momento ancora più bello. La presenza di Gesù nella nostra casa, poi, ha completato il quadro di un Natale perfetto". Suo figlio che - sottolinea impettito agli amici - è entrato di diritto nella storia del Napoli: "Seppur giovanissimo, ha già vinto la Supercoppa. Il club azzurro non riusciva in questa impresa sin dai tempi di Careca e Maradona! Era il 1990: proprio allora nasceva Rafael e oggi, 24 anni dopo, proprio lui ha riportato a casa quel trofeo. Siamo contentissimi. Tutta la squadra - ammette Sergio ai microfoni di AreaNapoli.it - ha giocato benissimo. Abbiamo battuto una grandissima avversaria, speriamo di continuare su questa scia anche nel 2015. E' il mio augurio come padre e come tifoso".

LA NOTTE DEI RECORD - Spulciando tra i ricordi del suo diario personale, spunta un'altra partita dal sapore indimenticabile: 22 giugno 2011, finale di ritorno della Copa Libertadores, vinta per 2-1 dal Santos (all'andata finì 0-0 in casa del Penarol, ndr), che inseguiva il trofeo dal 1963. "Fu una grandissima emozione, la squadra di mio figlio conquistò quel titolo dopo 48 anni di attesa. L'ultimo a riuscirci era stato Pelè, non so se mi spiego. Rafael fu il portiere più giovane della competizione, nonché il miglior estremo difensore di quel torneo".

UN NUOVO INIZIO - L'infortunio, così come le critiche per alcune prestazioni non sempre esaltanti, è ormai alle spalle. Un periodo negativo, quello vissuto a inizio stagione, che il numero uno azzurro ha superato grazie alla vicinanza della famiglia, giunta dal Brasile proprio nel momento più duro. E' dal tempo delle giovanili, d'altronde, che Sergio non perde una sola gara. E non ha intenzione di cominciare adesso, nonostante i chilometri di distanza: che si tratti di raggiungere il San Paolo per il big match con la Roma, di volare in Turchia per la convocazione con la Selecao o semplicemente di ricordare agli amici in Brasile di sintonizzare la Tv per la sfida contro il Milan, lui risponde presente. Molto forte, incredibilmente vicino. Proprio come Tom nella famosa pellicola...

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Gianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.
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