David Lopez: "Rinnovo Benitez? Vi dico il mio parere a riguardo"

Il centrocampista azzurro ieri tra i migliori in campo contro il Dnipro, David Lopez, ha rilasciato un'intervista al mensile "E' azzurro" parlando di diversi argomenti, tra cui il futuro di Benitez.
Il centrocampista azzurro ieri tra i migliori in campo contro il Dnipro, David Lopez, ha rilasciato un'intervista al mensile "E' azzurro" parlando di diversi argomenti, tra cui il futuro di Benitez: "Non mi aspettavo di ricevere insulti ancora prima del mio arrivo, purtroppo c'è chi mi ha criticato senza conoscermi realmente. Chi mi ha aiutato? Sicuramente mia moglie, ma anche la società, i compagni di squadra e naturalmente Benitez. Il mister mi ha parlato sin dal primo giorno, mi ha invitato a stare tranquillo e ha contribuito alla mia crescita. Rinnovo Benitez? Lo spero, per me sarebbe importantissimo. Mi ha portato qui e continua ad aiutarmi quotidianamente. Ha il curriculum giusto e una grande esperienza. Ha vinto tanti titoli. Per noi è molto prezioso. Poi ovviamente deciderà lui cosa fare. Siamo un ottimo gruppo. Ovviamente ho uno splendido rapporto con Callejon e Albiol che è un ragazzo molto divertente. Anche con Higuain mi intendo bene. Napoli? E' una città molto bella. C'è il mare, la gente è passionale. I tifosi con me sono sempre stati squisiti nella vita di tutti i giorni. Io turista? Poco perchè giochiamo tanto. Ho visitato il centro storico e il lungomare. Hobby? Mi piace molto il cinema, adoro Will Smith. Italiano? Non avrei mai pensato di imparare questa lingua che mi affascina. Studio tanto perchè così riesco ad ambientarmi meglio. Il napoletano lo parlo poco, ma con Insigne qualche parolina ho imparato. Modelli? Ne ho due. Xabi Alonso e Sergio Busquets. Mi piacciono molto. Sono degli esempi anche per la carriera che stanno facendo. Vittorie del Napoli più belle? Il successo al San Paolo con la Roma. Facemmo una grande prestazione e poi ovviamente la Supercoppa di Doha con la Juventus. E' stato un sogno che si è avverato. Scaramanzie? Sì, entro in campo sempre con il piede destro, ma non chiedetemi il motivo. E' l'unico accorgimento che ho. Il numero di maglia, ad esempio, non ha un significato particolare. Tatuaggi? Non fanno parte del mio modo di essere".







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