Da Roma, Leoni: "Lazio, delusione atipica. Il futuro di Sarri e la verità su Insigne. No a Lucca"
Andrea Leoni, giornalista di LazioPress, ha parlato ai microfoni di AreaNapoli.it: "La società di Lotito è stata capace di indebolire la squadra nel mercato di gennaio, stagione triste".

Napoli-Lazio sarà uno dei big match della 33esima giornata del campionato di Serie A. Partenopei a caccia della vittoria, mentre i biancocelesti di Maurizio Sarri proveranno a fare bella figura allo stadio Diego Armando Maradona. La redazione di AreaNapoli.it ha contattato Andrea Leoni, giornalista di LazioPress.it.
Che Lazio verrà allo stadio Maradona?
La squadra di Maurizio Sarri arriverà al Maradona dopo una stagione altalenante: "Ultimamente è una Lazio assuefatta dal pensiero della semifinale di coppa Italia. La squadra ha sbagliato clamorosamente le ultime due partite giocate, scendendo in campo solo nella teoria. Credo sarà così pure a Napoli, anche perché la partita con l'Atalanta si avvicina sempre di più".
In casa biancoceleste c'è delusione per la stagione?
"Una delusione atipica e strana, probabilmente perché il tutto era prevedibile. Sapevamo fin da quest'estate, per le vicende legate al calciomercato bloccato, che probabilmente sarebbe stata una stagione dura e con il rischio anonimato. Rende tutto ancor più triste come fosse palese l'arrivo di questa delusione e di una stagione negativa simile. Vedere poi che quando le cose sembravano in ripresa, nel gioco e nei risultati, la società è stata capace di indebolire la squadra nel mercato di gennaio. La cosa diventa davvero inaccettabile per il tifoso e questo uno dei tanti motivi per cui si è scatenata la contestazione verso Lotito. Stiamo nutrendo con speranza l'obiettivo coppa Italia ma sarà impresa ardua visto che la qualità della rosa è nettamente inferiore al resto delle partecipanti".
Quale sarà il futuro di Maurizio Sarri?
"La maggior parte dei tifosi si augura la sua permanenza. Prima di tutto perché sta facendo il possibile, forse più, dalla rosa a disposizione, anche in termini di giocatori inadatti al suo gioco. Inoltre perché ha dimostrato un attaccamento e un sentimento verso la Lazio che incarna pienamente lo spirito del tifoso laziale. Detto ciò, Sarri si è scontrato più volte con presidente e direttore sportivo nel corso della stagione. Il futuro è quindi oggettivamente un rebus. Possono far ben sperare le sue ultime dichiarazioni in conferenza stampa dopo Fiorentina-Lazio, ovvero che non parlerà con nessuna altra società e che da piena priorità alla Lazio. Credo proprio che si siederanno attorno al tavolo e potrà accadere di tutto tra Sarri, Lotito e Fabiani. Tra l'altro tre caratteri molto forti e particolari".
Mattia Zaccagni nel mirino del Napoli. Può davvero partire?
"Il messaggio che ha mandato la società nell'ultimo anno è chiaro: nessuno è incedibile. Zaccagni ha 31 anni e la società sta dando priorità alla costruzione di una rosa giovane. Tra l'altro viene da una stagione non positiva, complici anche i tanti infortuni. Tutti segnali che non escludono minimamente una possibile cessione. Negli ultimi giorni dalla Francia è arrivata l'indiscrezione che lo vuole l'Olympique Marsiglia e che la Lazio valuta il suo capitano 15 milioni. Non credo ad una valutazione simile ma credo che possa rientrare tranquillamente nei cedibili".
Lucca potrebbe rilanciarsi alla Lazio nel prossimo anno?
"Se dovesse restare Sarri non credo sia il tipo di centravanti che vorrebbe. Già dal primo ciclo alla Lazio cercava una punta tecnica, brevilinea, una sorta di falso nove come lo era stato Mertens al Napoli. I giocatori arieti come Lucca penso non siano adatti al gioco di Sarri. Con un altro allenatore chissà...".
Come mai Insigne non è stato preso dalla Lazio?
"Effettivamente sembrava un affare fatto, soprattutto quando a dicembre girava voce della sua presenza a Roma per la scelta della casa. Credo ci sia stato un improvviso cambio di pensiero da parte della società, che ha puntato sul risaputo e recente concetto di linea verde. Probabilmente i biancocelesti, dopo un mercato bloccato, non volevano puntare su un 36enne, che tra l'altro era fermo anche da parecchio, quindi con l'incognita anche della condizione fisica quando già l'infermeria della Lazio è stata martoriata dagli infortuni quest'anno. Il tutto ha portato poi al giovane Maldini", ha concluso Leoni ai microfoni di AreaNapoli.it.








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