"Cos'è lo stile Juve?", Marotta risponde lanciando una frecciata al Napoli
La Juventus si avvia a vincere il suo quinto scudetto di fila. I bianconeri, infatti, hanno ben 9 punti di vantaggio sul Napoli, francamente troppi per alimentare le speranze dei partenopei ora che mancano appena 5 gare alla conclusione del campionato.

La Juventus si avvia a vincere il suo quinto scudetto di fila. I bianconeri, infatti, hanno ben 9 punti di vantaggio sul Napoli, francamente troppi per alimentare le speranze dei partenopei ora che mancano appena 5 gare alla conclusione del campionato. Angelo Forgione, su Facebook, ha riportato un interessante episodio accaduto nel corso di Radio Anch'io Sport, su Radio Uno. Ecco quanto si legge: "Un ascoltatore siciliano approfitta della presenza in diretta del direttore generale e amministratore delegato della Juventus, Beppe Marotta. Il collegamento tra i due è interessante sotto il profilo sociologico, ma anche sotto quello etico. Un siciliano, juventino come tutta la sua famiglia, che chiede al dirigente bianconero cosa sia lo "stile Juve" per conto di suo figlio. Risposta: "È vivere lo sport secondo i principi di lealtà, secondo il rispetto delle regole del gioco. Ed è assenza di cultura dell'alibi, è saper perdere senza cercare alibi. Quando la Juve perde... quando la juve perde (sottolineato con tono presuntuoso)... fortunatamente poche volte, non deve trovare scuse". Evidente la frecciata al Napoli e chiaro il riferimento alle polemiche dei giorni scorsi. Ricordo che il Marotta sampdoriano accusava chiaramente la Juventus. Ricordo che solo un mese fa Marotta attaccò la direzione di gara dello svedese Eriksson e dei suoi collaboratori dopo l'eliminazione dei bianconeri dalla Champions League ("Non cerchiamo alibi, ma abbiamo molto da recriminare e certe direzioni non fanno il nostro bene"). Ricordo proprio a Marotta che la Juventus è, secondo processi e sentenze, tutto fuorchè l'esempio di lealtà e di rispetto delle regole. Ricordo, sempre a Marotta, che lo "stile Juve" è condensato nelle parole di Boniperti: "Alla Juventus vincere non è importante. È la sola cosa che conti". Uno stile che con lo sport condivide poco e che fa della Juve un'azienda volta alla supremazia sulla concorrenza interna (proprio come la Fiat). La risposta arriverà al bambino siciliano, tramite il padre, che crescerà nella sua Sicilia colonizzata (anche sportivamente) credendo alle parole di Marotta".








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