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Corbo: "Vi dico che serve al Napoli. Koulibaly gigante d'ebano. Ci sono due capitali"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Corbo: Vi dico che serve al Napoli. Koulibaly gigante d'ebano. Ci sono due capitali

Il noto giornalista ed opinionista televisivo, Antonio Corbo, firma del quotidiano La Repubblica, ha detto la sua sul club azzurro.


Il noto giornalista ed opinionista televisivo, Antonio Corbo, firma del quotidiano La Repubblica, ha detto la sua sul club azzurro nel consueto editoriale: "Della squadra da scudetto il Napoli ha la forza tranquilla. Vince anche se tutto congiura contro, persino i pali, perchè ormai gioca con il fatalismo positivo dei predestinati. Si è assuefatto alla superiorità, in un campionato con illusioni e crolli. La vittoria legittima il primato, lasciando tanti messaggi da leggere, per chi ne ha voglia. Il quarto gol di Koulibaly può chiarire le idee sul mercato aperto. Dimostra che dopo un'ora di possesso palla, con il Verona comodamente schiacciato nella sua area, occorre l'uomo in più per schiodare la partita. Ed è Koulibaly".


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"Il gigante d'ebano salta ad un metro dalla porta, con Nicolas che inerme gli fa da ombra. Il portiere è dominato dalla voluminosa figura che gli si abbatte contro, se salta con pari determinazione la palla è sua. Ha mezzo metro di vantaggio, può toccarla con le mani solo lui. Basta un balzo netto, ma si ferma. Non si comprende perchè il Verona denunci con tanta ira un fallo sul portiere, al punto da far espellere l'allenatore Pecchia. Ma è meglio uscire dalla partita, guardare oltre, capire il significato del gol di Koulibaly. Sembra chiaro che dopo un assedio sempre più veemente ma ripetitivo, con tutti gli spazi chiusi da chi non si piega ma può al contrario difendersi meglio, il Napoli debba cercare un'alternativa tattica. Se non sfonda con i brevilinei Callejòn, Mertens e Insigne, agili e scattanti ma bassi e leggeri, ottimi per i triangoli a terra, il Napoli deve ora puntare sul gioco alto con uno di incontrastata fisicità. Koulibaly è l'uomo in più. Al mercato va quindi cercato non un sosia di Mertens. Ma una punta solida per un diverso impianto di gioco, uno che porti il Napoli nell'ultima mezz'ora ad un modulo diverso. Se la società ha in pugno Inglese del Chievo, alto 1.87, lo prenda. Se Sarri non è d'accordo, gliene dia un altro, ma tipo Inglese, un bomber d'urto. Simone Verdi, che ha giocato nell'Empoli e nel Carpi, noto quindi a Sarri e Giuntoli, è prezioso, ma non è una variante tattica. Somiglia a chi c'è già. Esterno di 25 anni, alto 1.71 per kg 61, può sostituire Callejòn sulla fascia o Mertens da "falso 9". Aggiunge sontuosa fragilità ad un attacco importante ma leggero, con scattisti dal passo corto. Se occorrono 65 minuti e Koulibaly per piegare il Verona, dominato ma non steso, è opportuno riflettere sul tipo di attaccante da acquistare, pur sperando in un rientro precoce di Milik. Il Verona annuncia un 4-2-3-1, ma è compresso in difesa, non può fare altro se è vero che arriva con 35 punti di deficit, 13 contro i 48 del Napoli. Due squadre impari. Resiste fino all'arrivo dell'elegante colosso senegalese. Il raddoppio adesso diventa facile, perchè il Verona si scompone, mentre il Napoli ritrova i diabolici tagli da sinistra a destra, diagonale lungo di Insigne per il tempismo di Callejòn sul secondo palo. Assedio e possesso palla danno il dominio della gara, certo, ma il Napoli la chiude dopo oltre un'ora. Quando libera anche Zielinski e Rog, quando si sistema a sinistra con Mario Rui in ripresa, quando finalmente scorrazza in spazi vuoti del Verona. Per fare tutto questo, ha saputo attendere. Anche fede e pazienza sono un capitale. Non si è primi per caso".


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