Colombo: "Acerbi rischiava carriera, Inter nutriva dubbi. Non era allucinazione collettiva"

La giornalista Monica Colombo ha parlato del caso Acerbi-Juan Jesus soffermandosi sull'inoppugnabilità della sentenza del giudice sportivo.
La giornalista Monica Colombo ha detto la sua sul caso Acerbi-Juan Jesus, attraverso l'intervento odierno ai microfoni di Radio Crc: "La sentenza tiene conto esclusivamente di ciò che è successo in campo, senza prendere in esame tutta l’ondata emotiva di ciò che è avvenuto nei giorni seguenti tra dichiarazioni, retromarce, social, prese di posizioni, spifferi. Non ci sono immagini che riprendono il momento dell’insulto, non c’è traccia nel referto dell’arbitro e col senno di poi, Juan Jesus è stato così accomodante durante la partita, da risultare poi tardiva la sua reazione. Non possiamo immaginare che Juan Jesus si sia inventato tutto, ma è stata presa una decisione in punta di diritto e libera dai condizionamenti sentimentali".
Inoltre, Colombo, ha aggiunto: "Non è un caso che ieri l’Inter non abbia fatto comunicati e abbia scelto la via del silenzio. Non era stata un’allucinazione collettiva quando abbiamo scritto che rischiava la carriera, forse i primi a nutrire dei dubbi erano proprio i suoi dirigenti".
"Juan Jesus non può impugnare la sentenza perché non è parte in causa. La causa era tra la procura federale ed Acerbi, è come se un giocatore vittima di una gomitata si lamentasse perché chi ha compiuto il fallo ha preso 2 giornate e ne avrebbe meritate 4”. Ha concluso la giornalista.








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