Ciriello: "Se un arabo comprasse il Napoli? Ho delle domande da porre"

Il noto giornalista e scrittore Marco Ciriello si è soffermato sul momento che vive il Napoli: "I medici hanno fatto grossi errori".
Marco Ciriello, giornalista e scrittore, ha rilasciato un'intervista ai microfoni de "I Tirapietre", programma condotto da Luca Cirillo e Donato Martucci, con la partecipazione di Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania: "Attività editoriale? Qualche anno fa ho scritto un libro sulla Napoli degli anni ottanta, non poteva non esserci Nunzio Gallo. Mancanza di grandi cultori napoletani? Beh, dico una cosa pazzesca: anche i boss degli anni ottanta era acculturati. Questo ti fa capire il declino complessivo". Ha evidenziato il noto giornalista e scrittore.
Che poi è andato nei dettagli: "Partendo da Raffaele Cutolo, che aveva una memoria storica, fino a Luigi Giuliano, arrivato a scrivere canzoni dalla scuola di Mogol. Pino Daniele, per esempio, si è preso una questione contro la Lega: quando parlava di essere "uscito dal ghetto" era la verità. Il Napoli attuale? Vorrei fare una domanda, se un arabo comprasse il Napoli, quanti dirigenti dell'attuale società resterebbero? Quanti medici che hanno fatto errori stratosferici resterebbero? Quanti calciatori resterebbero? Penso veramente pochi. I contratti da seicento pagine del Napoli? Il punto è che nessuno li sa leggere... (ride, ndr.)".








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