Ciccarelli: "Osimhen, il bambino che viene dalla discarica. Rincorreva le auto"

Victor Osimhen, attaccante del Napoli, capocannoniere della Serie A e uno dei migliori del calcio europeo, ha una storia durissima alle spalle.
Leonardo Ciccarelli, giornalista, ha pubblicato un post per sottolineare i grandi meriti di Victor Osimhen in questa stagione trionfale per il Napoli. Queste le sue parole: "Victor Osimhen, il bambino che viene dalla discarica. Il prossimo Pallone d’Oro Africano viene dalle discariche. Proprio così. Noi oggi lo vediamo costantemente arrabbiato, voglioso i segnare anche quando il compagno ha tutta la porta spalancata. Ma quello viene dalle discariche. “So colerosi, terremotati” etc etc per lui può essere un coro adatto: e non è dispregiativo, anzi. Ma voi ve lo immaginate crescere nel terzo mondo ed essere nel gradino più basso della scala sociale di un Paese in cui il 33% delle persone vive in una condizione di povertà assoluta? E l’altro 67% non se la passa comunque così bene?".
Poi ha aggiunto: "Osimhen non è questo bambino qui sotto, ma potrebbe esserlo: quella è la discarica di Olusosun, la più grande della Nigeria: un tempo periferia di Lagos, oggi completamente inglobata dalla Capitale. Victor era un “dumb kid”, un bambino della discarica come ce ne sono tantissimi: oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti all’anno nascondono tesori per chi non ha nulla e Victor nulla tiene. Manco la mamma: la perde da piccolissimo e pochi mesi dopo il papà viene licenziato. Lui e i fratelli sono costretti a “lavorare”: la discarica appunto, o la raccolta della frutta, o ancora le commissioni per i vicini, la semplice elemosina. Victor si specializza in due cose: arrampicarsi sui cumuli di rifiuti per cercare roba e vendere le bottigliette d’acqua ai semafori delle trafficate strade di Lagos. Rincorre le auto: oggi andrebbe più veloce di molti di quei macinini secondo me. Su quei cumuli però trova un paio di scarpette da calcio e fa una cosa da bambino, finalmente: se le tiene per giocare, non le vende".
Infine ha concluso: "A 12 anni si presenta in una scuola calcio che gli dà una possibilità e lo aiuta a crescere: l’importanza dello sport per togliere i bambini dalla strada è fondamentale, a qualsiasi latitudine. Le cose migliorano un pochetto ma resta “un posto senza speranza”, come avrebbe poi detto lo stesso Osimhen. Resta in quell’Academy fino ai 18 anni ma già a 15 la Nigeria parla di lui: lo convoca per il mondiale U15 dove letteralmente domina con 10 gol in 7 partite: l’MVP è il compagno Nwakali, prelevato poi dall’Arsenal, al momento in C spagnola, proveniente da una situazione molto simile alla sua; il capocannoniere è Viktor, se lo prende il Wolfsburg ma a causa delle restrizioni resta in Nigeria fino ai 18 anni. Poco importa: la sua vita è cambiata, ora le scarpette se le compra, non le cerca sulla munnezza".









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