Ciccarelli: "Khvicha, un potenziale Pallone d'Oro arrivato a Napoli a causa della guerra"

"L'arrivo di Kvaratskhelia mi ha ricordato l'arrivo di Lavezzi: non lo conosceva nessuno, qualcuno era scettico". Le parole del giornalista.
Leonardo Ciccarelli, giornalista, ha reso omaggio con una interessante analisi, la stagione di uno dei volti nuovi del Napoli di Luciano Spalletti. Ecco quanto si legge: "L’indisciplina sovietica di Khvicha Kvaratskhelia. A un anno dalla firma mi sembra giusto parlare del georgiano. Ho passato tutta l’estate scorsa a rispondere a una domanda: secondo te è forte? La mia risposta era sempre la stessa: sembra fortissimo, ma dobbiamo vederlo in Serie A. Questo perché, molto semplicemente, il campionato georgiano è al livello dell’Eccellenza, e da uno che fa il salto Eccellenza-Serie A non ti aspetti queste grandi cose. I numeri però sembravano straordinari e infatti dal momento della firma sono arrivate notizie quotidiane da Tbilisi a Napoli. Un leggero infortunio muscolare ha mandato nel panico la città: già lo amavano tutti".
Poi ha aggiunto: "Mi ha ricordato l’arrivo di Lavezzi: non lo conosceva nessuno, qualcuno era scettico, ma c’era una connessione con quel giocatore che tutt’oggi è vivissima. Se parli di Ezequiel Lavezzi in città brillano gli occhi a tutti. Kvara non è il Pocho però. Kvara è George Best. Ma com’è possibile che a Napoli sia arrivato George Best? A causa della guerra. Senza la guerra in Ucraina noi non avremmo mai avuto un giocatore potenzialmente da Pallone d’Oro. Incredibile. Riavvolgiamo il nastro: la Juventus vuole Kvara, lo vuole il Chelsea, il City ci fa un pensierino. Non è uno sconosciuto ma il Rubin Kazan vuole un casino di soldi: 20 milioni per un ventenne sono troppi per tutti. Con i russi rescinde il proprio contratto a causa di critiche e minacce indirizzate a lui e alla famiglia, dovute alla sua permanenza a Kazàn' dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Torna in patria con un contratto particolare, che di fatto gli permette di liberarsi in qualsiasi momento. Piombano su di lui Arsenal e Milan, la spunta il Napoli".
"Il miglior dribblatore del campionato arriva all’ombra del Vesuvio. Non è casuale questa sua caratteristica. La tradizione georgiana - ha aggiunto - è fatta di giocatori come lui. All’inizio del secolo scorso i georgiani erano paragonati agli uruguaiani e la propaganda sovietica spinge Kačalin a convocare più georgiani possibile per allentare lo stereotipo dell’atleta russo robotico tanto caro allo stile di Lobanovs'kyj. Ben 4 giocatori su 11 nella finale dell’Europeo 1960 vengono dalla Georgia, una nazione di 3 milioni di persone (la Russia contava 117 milioni di persone nel 1960). Secondo l’URSS questo brio dei georgiani era dovuto all’assenza dell’inverno nella nazione, che li rendeva più solari e rilassati rispetto agli abitanti di Mosca, Kiev e quant’altro.
Infine ha concluso: "Se pensiamo ai due giocatori sovietici più forti della nostra storia, vediamo nettamente questa differenza: lo sguardo di Shevchenko prima del rigore a Manchester, contro Buffon, è glaciale. Una sentenza già scritta per un robot imperscrutabile, troppo forte per tutti. Una macchina senza emozioni che con freddezza si prende ciò che vuole. Kvara no. Kvara è umano, troppo umano e infatti su quel dischetto, proprio contro il Milan, ha mostrato la propria fragilità. Poco importa: a George Best perdoniamo tutto".








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