Capello: "Insigne, che sorpresa! Pensavo che Conte vincesse. La Juventus ha cambiato Sarri"

L'ex allenatore di Juventus e Real Madrid, Fabio Capello, ha parlato al Corriere dello Sport del campionato italiano di Serie A.
Fabio Capello ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista al Corriere dello Sport toccando vari argomenti: dalla lotta Scudetto a Gattuso passando per Maurizio Sarri. Ecco le sue parole: "Chi sta dando una impronta ben definita a questo campionato? Indicherei una combinazione di giocatore allenatore: Insigne e Gattuso. Insigne giocava solo aspettando la palla, ultimamente si sta dimostrando un vero capitano. Per me è una sorpresa. Juventus? Appena sente il pericolo accelera. La situazione in classifica dà un po’ di speranza alle altre, nulla di più. Sei punti di vantaggio per una squadra così sono tanti".
Capello ha poi aggiunto: "La Lazio si è sciolta, il Milan non era competitivo, l’Atalanta sta andando oltre sé stessa e insomma anche quest’anno la Juve di fatica ne fa poca. Inter? L’allenatore aveva bisogno di un po’ di tempo per capire dove fosse finito e conoscere le altre squadre. Però i soldi spesi sono tanti. Francamente credevo che già in questa stagione avrebbero interrotto il ciclo della Juventus. Conte? Fino a poche giornate fa, prima che Lazio e Juve rallentassero, mancava poco che per l’Inter si parlasse di fallimento. Adesso siamo di nuovo alla rincorsa scudetto. Siamo legati all’effimero dei risultati, però con le gare ogni tre giorni non fai in tempo a pensare qualcosa che i fatti ti smentiscono".
SARRI - "Sostituire il tecnico dopo un po’ viene naturale. Anzi, è l’allenatore che dopo cinque anni non riesce più a dare quel che dovrebbe. Lo so per esperienza. Il mestiere diventa quasi routine, per quanto ci si inventino cose nuove, nuove idee, nuovi metodi di preparazione. Il nucleo della squadra rimane lo stesso, gli stimoli s’indeboliscono. E’ diverso per il calcio inglese, dove fai il manager e sono i coach a condurre le sedute. Infatti in Premier i coach vanno e vengono. Non c’è dubbio comunque sia stata la Juve a cambiare Sarri e non il contrario. Lui voleva giocatori fatti per il suo calcio e là non li ha trovati. Ha dovuto studiare un assetto capace di valorizzare le caratteristiche dei giocatori. Che poi è il lavoro dell’allenatore. E’ come la balla della difesa a tre, che in realtà è una difesa a cinque. Ma pochi, e uno è De Zerbi, lo dicono perché passare per difensivisti non fa fine. Schierando di tanto in tanto la difesa a cinque ho vinto il campionato nella Roma: tre in mezzo, Cafu e Candela sulle fasce".








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