Buffon: "Sono passati alcuni anni, mi vergogno di ciò che ho detto"
Gianluigi Buffon, ex portiere della nazionale italiana, ha parlato della sua carriera a Torino in occasione della presentazione del suo libro.

L'ex portiere della nazionale italiana, Gianluigi Buffon, ha parlato della propria carriera dal Salone del Libro di Torino, dove presenta il suo libro: "Cadere, rialzarsi, cadere, rialzarsi". Queste le sue parole sul manoscritto: "Inizialmente ero insolente, uno scapestrato, un irriverente, ero molto sicuro di me e anche furbo".
"Non ho litigato con Antonio Cassano, è falso. Sono cose che un po’ mi dispiacciono, ho sempre dato grande valore ai rapporti e all’amicizia. Il fatto che qualcuno volesse speculare su questo mi ha dato disagio. Inoltre non è vero che avevo un brutto rapporto con gli arbitri, li ho amati quasi tutti (ride, ndr). Moreno? Avevamo capito che i media avevano condizionato il sentimento popolare, tutti hanno visto, a giusta ragione, in Moreno il vero nemico numero uno che ci ha fatto uscire. Probabilmente la colpa era nostra, però lui arbitrò in maniera ignobile", ha aggiunto Gianluigi Buffon.
Sulla frase del cassonetto della spazzatura al posto del cuore(pronunciata dopo il rigore concesso al Real Madrid nel 2018, ndr): "Ora che è passato qualche anno mi vergogno di quello che ho detto. Avevo una certa età, rappresentavo qualcuno, ero il capitano. Le mie fortune o sfortune dipendevano solo da me. Ma ad oggi io non so ancora perché sono stato espulso e quindi l’arrabbiatura alle interviste era anche per quello".








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