Bianchi: "Napoli mi ha insegnato e dato tanto. Su Maradona, Insigne, mia figlia e gli amici..."

Ottavio Bianchi, allenatore che ha vinto il primo scudetto della storia del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni e ha parlato anche della sua carriera.
Ottavio Bianchi, tecnico del primo scudetto del Napoli e della Coppa Uefa, è stato intervistato da Mauro Scotto D'Antuono in occasione dell'ufficialità della designazione di Monte di Procida quale Comune dello Sport 2023. Queste le sue parole: "Complimenti a questo Comune che è giovane e fatto di persone preparate: l'entusiasmo dei giovani è importante. Calcio di oggi? La cosa importante è divertirsi e poi soprattutto dare spazio ai ragazzi di qualità, in questo senso faccio una tiratina d'orecchie ai club che danno poco spazio ai giovani".
"Il Napoli ha solo Insigne - spiega Bianchi - mentre ai miei tempi ce n'erano 8-9 e questo è determinante. Gli insuccessi internazionali del nostro calcio hanno un'unica soluzione: curare molto di più i vivai. Serve molto sacrificio per arrivare ad alti livelli, c'è bisogno di fame e determinazione. I ragazzi di oggi nascono già con i motorini in mano. Napoli è la mia vita, ho fatto il calciatore con i migliori calciatori come Sivori, Altafini, Zoff, Juliano e tanti altri e poi ho allenato il miglior calciatore di sempre, Maradona. C'erano anche altri come Careca, Alemao e tanti campioni. Poi ho fatto anche il dirigente. Mia figlia è nata a Napoli e i migliori amici al di fuori del calcio sono napoletani. Napoli mi ha insegnato tanto umanamente".








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