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Adebayor: "Ho pensato al suicidio. Il Napoli gioca alla grande, retroscena Milan"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Adebayor: Ho pensato al suicidio. Il Napoli gioca alla grande, retroscena Milan

L'attaccante togolese Emmanuel Adebayor si è raccontato in una lunga ed interessante intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.


Interessante intervista di Emmanuel Adebayor rilasciato alla Gazzetta dello Sport. "Quando il rapporto tra i miei genitori andò in crisi vissi un periodo di profondo sconforto e pensai addirittura al suicidio, ma la mia storia può insegnare che bisogna essere sempre felici".

"La mia carriera? Ho giocato in grandi club, sono stato allenato da grandi allenatori e ho avuto grandi compagni di squadra, come potrei non essere soddisfatto? Ho giocato con le migliori squadre d'Europa e ora mi trovo a Istanbul a segnare e a giocare come un ventenne, ma di anni ne ho 34. Qui il club è ambizioso e meraviglioso. La mia storia da calciatore non è finita".


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"A fine carriera voglio tornare in Togo. Voglio aprire scuole e accademie per i ragazzi che meritano un'opportunità. L'Africa è un posto meraviglioso, ma c'è tanto da fare per migliorarla. Sogno la pace e creare possibilità per il futuro che ad oggi mancano. Il calcio è un bellissimo sogno da coltivare, ma difficile da realizzare. Bisogna studiare e realizzarsi anche come dottori e avvocati, voglio trasmettere questo ai ragazzi".

"Il miglior allenatore che ho avuto? Mourinho. Un grande uomo che con la squadra è capace di creare un'empatia unica. Ma anche con Sherwood mi sono trovato molto bene quando ero al Tottenham, un secondo padre. Pochettino? Bravissimo, andrà in un top club sicuramente. Mancini? Non abbiamo mai avuto un grande rapporto, anzi. Non mi è mai piaciuto nè come persona nè come allenatore, i suoi allenamenti poi li ho sempre trovati noiosi. Il compegno più forte? Impossibile scegliere, ho giocato con i più forti".

"Seguo il calcio italiano? Ovvio. Ultimi anni duri, in primis per Milan e Inter, ma ci stanno degli alti e bassi. La A resta un riferimento. La Juve lotta sempre per la Champions, il Napoli gioca alla grande e la Roma sta facendo grandi cose in Europa. Poi io amo l'Italia. La capitale è storia, anche se ho un debole per Milano. Città stupenda, anche per la moda!".

"Milan? Nel 2008 ci fui vicino. Mi sarebbe piaciuto giocare con leggende come Kakà, Pirlo, Maldini ed essere allenato da Ancelotti. Non se ne face nulla. Rimasi all'Arsenal dove comunque mi trovavo bene.


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