Imperatore: "Narrazione sbagliata su Vergara, per lui e per il Napoli va detta la verità"

La prestazione di Antonio Vergara, classe 2003 del club partenopeo, è stata positiva contro il Cagliari. Ma c'è chi, come Imperatore, predica calma e lucidità nelle analisi.
E' stata una notte particolare per Antonio Vergara, classe 2003 del Napoli che ha avuto una chance importante da Antonio Conte, ovvero partire da titolare contro il Cagliari in Coppa Italia, gara degli ottavi di finale al Maradona. E il talento di Frattaminore l'ha sfruttata con una buona prova corredata da una pennellata perfetta per la testa di Lucca nell'azione dell'1-0.
Il parere di Imperatore su Vergara
Tra coloro che gettano acqua sul fuoco del facile entusiasmo c'è Vincenzo Imperatore, giornalista e scrittore napoletano che, a proposito di Vergara, scrive sui social: "Le narrazioni esagerate. Vergara non è un prospetto e la narrativa che lo eleva a fenomeno solo per la partita col Cagliari e per la carta d’identità è decisamente esagerata. A 22 anni suonati, non è più il “ragazzino” da proteggere a prescindere. Continuare a venderlo come “giovanissimo da aspettare” serve più ad alimentare un racconto che a descrivere la realtà del suo percorso".
"La verità è che nel calcio di oggi a 22-23 anni tanti sono già titolari fissi in Serie A o protagonisti in Europa, quindi l’alibi anagrafico regge fino a un certo punto. Presentarlo come bambino prodigio ogni volta che fa un assist è semplicemente fuorviante. Contro il Cagliari 2 in Coppa Italia (non contro il Real Madrid) ha giocato una buona gara: assist, qualche giocata tra le linee, discreta personalità e numeri solidi su passaggi, duelli e occasioni create. È una prestazione positiva, da giocatore utile in rosa come terza scelta, non il manifesto di un campione assoluto".
"Il problema è la retorica"
"Il problema è la retorica: si parla di “prestazione super”, “talento che ha stregato tutti”, come se bastasse una notte di Coppa Italia per riscrivere le gerarchie tecniche. Così si trasforma un discreto (forse) calciatore in un personaggio da hype permanente, che non corrisponde a ciò che ha dimostrato finora. Ed è giusto che Conte lo elogi perché deve creare engagement: anche Spalletti disse che Gaetano, che non gioca titolare neppure nel Cagliari, sarebbe arrivato in nazionale salvo poi non considerarlo neppure di striscio quando è diventato CT", ha concluso Imperatore.







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