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Ecco perchè la norma UEFA "anti-scommesse" può NON colpire il Napoli


Gerardo Ruggiero,
Pubblicato nella sezione Coppe
Ecco perchè la norma UEFA anti-scommesse può NON colpire il Napoli

L'esperto di diritto sportivo, Mattia Grassani, spiega la contraddizione tra Statuto e regolamenti Uefa in tema di illeciti sportivi.


Platini è stato chiaro: tolleranza zero. Parimenti perentoria è la "norma" UEFA che prevede la "non iscrivibilità" alle competizioni in caso di "coinvolgimento diretto o indiretto" in episodi di corruzione o di attività volte ad influenzare i risultati del campo". Dunque, alla luce degli scandali continui che stanno emergendo, si fa strada il rischio per le società di vedersi escluse dalla partecipazione alla prossima edizione di Europa League e Champions League. La domanda che ci si pone è: sono a rischio, a causa della sola responsabilità oggettiva, anche quelle società già danneggiate dal comportamento fraudolento di loro tesserati?.

In un articolo pubblicato su panorama.it lo scorso 18 aprile, l'Avv. Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, all'uopo intervistato, forniva il suo autorevole parere sulla possibilità che l'Uefa rifiuti l'iscrizione di chi avrà conquistato sul campo e difeso nei processi la qualificazione a Champions League ed Europa League. Ecco alcuni passaggi di quell'intervista evidenziati da AreaNapoli.it:


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Perchè poi non scatterà la norma Uefa sul bando delle società comunque coinvolte?

"Intanto non esistono precedenti e criteri interpretativi. E poi va ricordato che lo Statuto Uefa parla di possibilità di rifiutare l'iscrizione mentre i regolamenti delle competizioni trasformano la possibilità in obbligo. Una contraddizione che rende la norma difficile da applicare in automatismo".

Esiste una gerarchia di importanza tra Statuto e regolamenti?

"No, nessuna gerarchia anche se lo Statuto è per definizione la norma cornice di tutta l'attività".

Dunque le italiane non rischiano nulla?

"Nel caso delle società italiane c'è anche l'eventuale attenuante che si tratta di club già danneggiati dall'attività fraudolenta di tesserati spesso all'insaputa dei club stessi. Non pare ci sia alcuna componente dirigenziale coinvolta".

Quindi si tratterebbe di una pena durissima e doppia?

"E' certo che prima di adottare un provvedimento di questo genere Figc e Uefa devono risolvere il problema dell'interpretazione della norma. Sarebbe una sanzione ulteriore rispetto alle penalizzazioni dei processi sportivi e sarebbe contrario a qualunque logica di proporzionalità della pena".

In ogni caso si andrà ad estate inoltrata...

"Bisogna tenere a mente cosa accadde nel 2006 con Calciopoli. L'esempio è quello e alla fine la Figc sarà in grado di fornire all'Uefa una lista adeguata".

E' passato poco più di un mese e l'estate ancora non è entrata, ma le vicende di questi giorni ripongono i medesimi interrogativi sui nomi della famosa "lista" che la Figc dovrà consegnare all'Uefa.

Oggi su sport.repubblica.it l'Avv. Grassani ribadisce il concetto, sostenendo che una eventuale esclusione del Napoli dalla Europa League, come effetto sul piano sportivo del coinvolgimento di Matteo Gianello nel calcioscommesse, non appare realistico. Ecco quanto evidenziato da AreaNapoli.it sulle dichiarazioni di Grassani al predetto sito di Repubblica:

"Non sarebbe affatto una conseguenza automatica. Il regolamento dell'Europa League pone come condizione per l'ammissibilità al torneo il non essere stati coinvolti direttamente o indirettamente in illeciti sportivi, ma lo Statuto attribuisce, all'articolo 50, alla Uefa stessa un potere discrezionale, da valutarsi caso per caso". Un elemento discrezionale, dunque, "valutativo" - spiega Grassani - "anche in base alla gravità dei fatti e alla singola fattispecie". Secondo Grassani "non si è di fronte a un fatto conclamato di illecito sportivo ed è escluso alcun coinvolgimento societario. Dovrebbe essere difficile escludere il club dal torneo quando tutta la dirigenza è estranea a quello che potrebbe essere, se confermata l'accusa nei confronti di Gianello, un tentato illecito".


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