Col Dnipro serve una boccata d'ossigeno dopo l'apnea...

Doveva essere la partita della svolta, doveva arrivare la vittoria ed avvicinarsi alla vetta della classifica. Ciò non è accaduto: merito del Torino.
Doveva essere la partita della svolta, doveva arrivare la vittoria ed avvicinarsi alla vetta della classifica, approfittando anche della vittoria a Torino dell'Inter ai danni della Juventus, reduce da 49 risultati utili consecutivi. Ciò non è accaduto al Napoli, merito del Torino dell'ex Ventura, reduce dal pareggio all'Olimpico con la Lazio ed imbattuto nelle partite in trasferta, ma soprattutto di una squadra apparsa stanca e demotivata, che giocava quasi da squadra di metà classifica ed accontentandosi del vantaggio acquisito ad inizio partita con Cavani, assente nella vittoria casalinga col Chievo e nella sconfitta di Bergamo. Napoli che dopo il gol del vantaggi non è riuscito a mettere in cassaforte la partita e si è visto raggiungere nei minuti di recupero dal Torino, a seguito di un grave errore di Aronica che nel tentativo di retropassaggio a De Sanctis, ha servito l'ex attaccante del Sassuolo, Sansone, che a porta spalancata non ha avuto problemi a siglare il gol del definitivo 1-1. Domenica, nella partita col Torino, la squadra azzurra è apparsa stanca, demotivata, rinunciataria e dove calciatori come Maggio e Pandev, che dovrebbero essere determinanti, nelle ultime partite ,non stanno dando il giusto apporto alla causa azzurra. Periodo negativo quello del Napoli, cominciato con la sconfitta ad Eindhoven col PSV e col Dnipro in Europa League dove mister Mazzarri ha schierato in campo le seconde linee del Napoli, mostrando un atteggiamento rinunciatario e dando poca importanza ad un competizione importante quale l'Europa League. Sconfitta bruciante anche quella della decima giornata di campionato a Bergamo contro l'Atalanta, dove c'è stata l'attenuante dell'assenza di un calciatore come Cavani (infortunatosi nella partita contro il Dnipro) che potesse finalizzare le tante azioni create dagli uomini di Mazzarri. Ma la sconfitta che ha più infierito sul morale degli azzurri è senza dubbio quella di Torino con la Juventus; quella che era stata definita la ''partita scudetto'' e dove l'allenatore toscano era sembrato rinunciatario sin dall'annuncio della formazione iniziale, schierando il solo Pandev a supporto dell'unica punta Cavani, a differenza dell'Inter di Stramaccioni che ha giocato a Torino con le tre punte ed ha avuto dall'inizio della partita l'impressione di volerla vincere la partita. Allenatore del Napoli che dopo la sconfitta bruciante per 2 a 0 ha dichiarato l'idea a fine stagione di prendersi un anno sabbatico; un suicidio diplomatico quello di Walter Mazzarri che ha lasciato gli addetti ai lavori e i molti tifosi azzurri increduli ed esterrefatti e che ha stabilizzato l'ambiente ma soprattutto lo spogliatoio azzurro: sarà questo il vero motivo delle ultime prestazioni incolore della squadra azzurra? Ad ogni modo questa non deve essere nè una scusante, nè un alibi per i calciatori azzurri che devono subito mettersi alle spalle gli ultimi risultati e concentrarsi alla partita di Europa League di giovedì, dove al San Paolo sarà di scena il Dnipro; una vittoria per gli azzurri significherebbe riaprire il discorso qualificazione agli ottavi di Europa League, darebbe una boccata d'ossigeno all'ambiente azzurro, ma soprattutto possa far sorridere i tifosi delusi dalle ultime prestazioni della propria squadra del cuore.







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