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Una domenica bestiale. Credevo fosse amore, invece... Dov'è il Regista?


Gerardo Ruggiero,
Pubblicato nella sezione Campionato
Una domenica bestiale. Credevo fosse amore, invece... Dov'è il Regista?

Napoli, tra canzoni e film celebri, mette a nudo la preoccupante mancanza di sintonia tra pubblico e squadra. La parola passa al regista...


41.734 gli spettatori di Napoli-Sampdoria più "6 milioni nel mondo" aspettavano una domenica bestiale, da trascorrere col proprio amore, la propria squadra del cuore, aspettando un gol come fosse un bacio, per mangiare un fiore da confondere con la passione, sentirsi un bimbo ad una gita, che ha voglia di giocare... e intonare le note di 'o surdato 'nnammurato tra lo sventolio di mille bandiere tutte azzurre. Un pomeriggio quasi primaverile allietato da un sole meraviglioso che, però, non è riuscito a riscaldare i cuori e che ha trasformato la domenica bestiale in un bestiale pomeriggio di metà febbraio... Bestiale come il gesto di miserabili delinquenti nei confronti di un ragazzo slovacco, bestiale come gli sciacalli pronti a strumentalizzare quel gesto per gettare veleno su tutto ciò che riguarda, in generale, Napoli e il Napoli, bestiale come la mancanza di sportività di tanti che non riconoscono i momenti negativi degli atleti, troppo frettolosamente idolatrati oppure denigrati, bestiale come il terreno del San Paolo... Ma non sempre le cose vanno come vorresti e così 41.734 tifosi, dopo aver superato le migliaia di buche delle strade cittadine, si sono imbattuti nelle buche del campo di gioco e in una squadra un pò molle che ha dato loro buca... L'inno finale si è trasformato in una bordata di fischi che ha irretito il Tecnico, e non solo. Il sole ha lasciato posto all'umidità di Fuorigrotta che non ha giovato al condottiero azzurro, rimasto imprudentemente in maniche di camicia. Il sentimento d'amore per i colori della squadra si è trasformato in rabbia, non lasciando traccia alcuna dell'emozione che dovrebbe animare un vero tifoso, al di là del risultato finale (paiono lontanissimi i tempi in cui il pubblico napoletano applaudì un Milan che venne a Napoli a sfilargli lo scudetto...). Alla fine il pareggio della squadra si è trasformato in una sconfitta per tutti coloro che non sanno vivere l'emozione... L'emozione di esserci, di lottare, di poter raggiungere un grande traguardo... Peraltro ancora possibile, ma che sarà irraggiungibile senza una vera sintonia pubblico-squadra, che ieri è parsa evocare Troisi: "credevo fosse amore... invece era un calesse!". Chissà cosa avrebbe detto oggi Troisi, maestro dell'emozione e magistrale regista di quel film... Ma oggi, il Napoli può contare su chi di film se ne intende... Forse ci vuole un Regista...


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