Tra Italia e resto d'Europa c'è un abisso. Nel Napoli due (forse tre) "casi" da risolvere

Anche il Napoli dovrà prendere una decisione su alcuni dei calciatori considerati talentuosi, ma "troppo giovani" per avere spazio in prima squadra.
Dopo l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali per la seconda volta consecutiva, vanno avanti senza sosta i processi al "sistema calcio" del nostro paese. Nella giornata di ieri, il dirigente Pietro Lo Monaco ha evidenziato un differenza significativa tra Serie A e gli altri campionati di punta del vecchio continente: "Mentre in Italia un ragazzo di 20 o 21 anni è considerato giovane, negli altri campionati lanciano già i 2004". Questione di mentalità, basti vedere il Barcellona, giusto per fare un esempio, che già lanciato ragazzi come Gavi (2004), Ansu Fati (2002) e Pedri (2002). Ma non sono gli unici giovanissimi.
Nel Napoli, ad esempio, l'unico che sta avendo un minimo di considerazione è Alessandro Zanoli, classe 2000 che ha alle spalle appena 37 presenze in Serie C con il Legnagno, e 7 spezzoni di partita con i partenopei tra campionato ed Europa League. Poi ci sono due "casi" da risolvere, ovvero Zerbin e Gaetano, che hanno rispettivamente 23 e 22 anni: class 1999 il primo, 2000 il secondo. Vengono definiti "giovani" e certamente "vecchi" non sono, ma il punto è che pur considerati calciatori di talento, giocano in Serie B con Frosinone e Cremonese. In estate, come al solito faranno il ritiro con il Napoli, poi verranno girati nuovamente in prestito. Con tanto di complimenti di Spalletti. La domanda da porsi realmente è: possono o non possono giocare in maglia azzurra? La scusa della "tenera età" è uno dei mille motivi della crisi del calcio italiano.








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