Napoli, un preoccupante rendimento oscillante

La linea del rendimento oscilla paurosamente di partita in partita. La squadra non sembra aver trovato ancora la sua quadratura.
Se si potesse fare un grafico del cammino fin qui fatto dal Napoli ci troveremmo di fronte a una sorta di elettrocardiogramma. La linea del rendimento oscilla paurosamente di partita in partita. La squadra non sembra aver trovato ancora la sua quadratura o meglio, dà l'impressione di trovarla e riperderla continuamente. Questa situazione ha disorientato tifosi e addetti ai lavori nella valutazione del reale valore di questa squadra. Il Napoli di Firenze (del primo tempo) e soprattutto quello di Marassi non è certamente quello visto al San Paolo. Tuttavia le brutte prestazioni casalinghe contro Utrecht, Bari e Chievo hanno evidenziato per lo più limiti caratteriali di giocatori bisognosi di crescere ancora tanto dal punto di vista della personalità e della tenuta mentale. Sembra inverosimile parlare di deficit strutturali della formazione azzurra dal momento che il Napoli ammirato per buona parte della gara d'esordio e quello brillante e spavaldo di Genova dimostra che gli azzurri, se supportati dalla giusta condizione mentale, sono una squadra che può, senza dubbio, dire la sua nell'arco della stagione. E' anche vero che il calendario serratissimo di questo primo scorcio di stagione ha costretto la squadra a un tour de force non indifferente, peraltro in svolgimento dal momento che giovedì si torna in campo contro lo Steaua Bucarest per l'Europa League. Gli impegni così ravvicinati possono sicuramente togliere lucidità e smalto in termini di energie mentali e fisiche e inoltre hanno la controindicazione di lasciare poco spazio all'allenatore per integrare al meglio i nuovi arrivati. Infatti il problema sta nel fatto che vanno in campo sempre gli stessi.
Il turn over va fatto per gradi. 'esperimento provato contro gli olandesi di mandare in campo dal primo minuto i neo acquisti Yebda e Sosa, insieme al rientrante Santacroce, non ha dato i frutti sperati e ha suggerito al tecnico di affidarsi al blocco ben collaudato dello scorso anno. Tuttavia ci sono giocatori come Maggio e Cavani che sembrano in debito d' ossigeno. I rispettivi ruoli e le loro dispendiose caratteristiche di gioco obbligherebbero Mazzarri a concedere ai due un turno di riposo in vista del prossimo impegno di Cesena o quantomeno provare a farli partire dalle riserve. Se la cosa sembra fattibile per Maggio il cui sostituto Zuniga scalpita in panchina, i problemi sorgono nel momento in cui si scegliesse di far rifiatare Cavani. 'indisponibilità , causa infortunio, di Lucarelli e la presenza in panchina del solo Dumitru, troppo giovane e acerbo per essere lanciato nella mischia senza le dovute precauzioni, negano una tregua a Edinson Cavani, la cui eccessiva generosità sul terreno di gioco gli porta via tante energie. Quindi, se le opzioni a disposizione di Mazzarri sono molteplici per quanto concerne difesa e centrocampo, perlomeno in termini di numeri, l'attacco grava sulle spalle del solo Cavani. Tutto sta nel rendere i nuovi acquisti parte integrante della squadra capaci di dare il proprio contributo ai compagni e rappresentare valide alternative a coloro che oggi sono costretti a sobbarcarsi tutto il lavoro. Questo compito spetterà a Mazzarri, noto per la sua abilità nel trarre sempre il massimo dai suoi uomini. Dunque, per il futuro ci aspettiamo maggiore personalità e il giusto approccio a tutte le gare, a prescindere dall' avversario. A questo Napoli non venga mai in mente di prendere sottogamba gli avversari meno blasonati, le legnate prese dal Chievo servano da lezione. La strada da fare per diventare grandi è ancora lunghissima. Non siamo che all' inizio.
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