Napoli-Inter, pagelle: Manolas-KK sugli scudi, Insigne si sacrifica. Tegola per Gattuso

Deludono Zielinski, mai entrato del tutto in partita, e Mario Rui, in costante difficoltà contro Hakimi. Osimhen servito poco e male, Mertens inserito tardi.
Il Napoli sbatte sull’ennesimo mattone inserito dall’Inter nel muro a difesa del primato e di un percorso che conduce allo scudetto. Conte interrompe con un pareggio prezioso la striscia di 11 vittorie di fila, Gattuso spreca un’altra chance (ma non era facile) per riacciuffare la Juventus, quarta, sconfitta dall’Atalanta. Eppure la sfida del Maradona si era messa in discesa per i padroni di casa grazie al regalo di Handanovic in partecipazione con de Vrij: autogol sul traversone velenoso di Insigne. Nel forcing di inizio ripresa la bordata di Eriksen fissa il punteggio sull’1-1. Intorno i due legni colpiti dai nerazzurri nel primo tempo e l’incrocio dei pali di Politano. I partenopei, per l’occasione vestiti da Kappa-Burlon, si muovono anche bene (chiudendo il primo tempo con un evidente 58% di possesso palla) nel tentativo di lanciare granate contro l’arrocco trapattoniano degli ospiti pronti a ripartire appoggiandosi a Lukaku-Martinez legati alla molla Barella. Sotto di un gol, i campioni d’Italia in caricamento alzano il baricentro e iniziano ad accelerare con Hakimi che, dai e dai, sovrasta Mario Rui. Come nell’azione che porta al gol: affondo, cross che attraversa l’area, flipper con deviazione di Manolas e stoccata vincente di Eriksen. Palla al centro e di nuovo partita a scacchi. Entrano Perisic, poi Sanchez e Gagliardini. Politano crea il panico in area e fa tremare la traversa. Ringhio toglie Osimhen (servito poco dai compagni e imbrigliato da Conte) e inserisce Mertens. Di lì a poco il contatto de Vrij-Zielinski con l’arbitro Doveri richiamato al VAR: palla piena presa dal difensore interista, niente rigore per gli azzurri. Finisce così, risultato tutto sommato giusto. Napoli a -2 dalla Juventus e dalla zona Champions. Inter sempre più vicina al tricolore. Le pagelle di Areanapoli.it
Meret: 6. A fine primo tempo una preziosa uscita bassa su Barella. Sul pericoloso cross a rientrare di Hakimi, dal quale nasce il pareggio di Eriksen, era difficile intervenire: in ogni caso sarebbe stato un azzardo da “fenomeno” e in quel caso può andarti bene o male, ovvero o diventi eroe o l’esatto contrario.
Di Lorenzo: 6. Una disfida intensa con Darmian che però non gli dà particolari grattacapi. Quando c’è da spingere non si sottrae e crea anche pericoli. L’Inter, nel complesso, preferisce aggredire sull’altro versante scagliando Hakimi contro Mario Rui.
Manolas: 6,5. Attento in lettura, puntuale nelle chiusure. Nell’azione del gol nerazzurro prova a spazzare l’area come può in equilibrio precario, ma è sfortunato: il pallone finisce sui piedi di Eriksen. Molti interventi fondamentali sfruttando la sua rapidità, come nel finale quando va a riempire la voragine creata ancora da Hakimi in accelerazione su Mario Rui.
Koulibaly: 6,5. Con Lukaku un duello da film western, ma anche un tiro alla fune o un braccio di ferro. Kalidou lo tiene comunque a bada sia in anticipo che in contenimento. Nell’unica occasione in cui il belga lo salta, lo stende e si fa ammonire.
Mario Rui: 5. Inizia anche bene dando sbocchi laterali, poi si fa travolgere da Hakimi che inizia a carburare e a bucarlo come e quando vuole, come nell’azione che porta al pareggio nerazzurro. Nel finale sbaglia il tempo di intervento e Hakimi, ancora lui, si trova a due passi da Meret: Manolas si immola e salva tutti.
Demme: 6. Un moto perpetuo con grande spirito di sacrificio, è costretto a dare fondo a tutte le sue energie per impedire a Lukaku di ricevere palla. Lautaro Martinez gli rifila una gomitata per arginarlo, Doveri e il VAR dormono. Oltre alla distribuzione del gioco deve tenere d’occhio anche Barella. Non si ferma un attimo e quando è in apnea non va per il sottile e usa anche le maniere forti. Era diffidato: ammonito, salta la Lazio.
Fabián Ruiz: 5,5. Nel palleggio offre la sua qualità tecnica, ma difficilmente illumina. Gli manca inoltre la cattiveria negli ultimi 30 metri e la carica agonistica in fase di non possesso. Dal 90' Bakayoko: sv.
Politano: 6,5. Un grande lavoro in ripiegamento, sbroglia diverse matasse dando man forte a Di Lorenzo. Qualche difficoltà nel dribbling e nelle letture di inserimento, ma la serpentina in area con incrocio dei pali è una giocata da brividi: che sfortuna! Dal 90’ Hysaj: sv.
Zielinski: 5. Quando non è in serata diventa quasi un peso. Costringe Demme a correre anche per lui. Di buono l’uno due con Insigne nell’azione che porta al vantaggio. Ma è troppo poco per uno con le sue qualità. Dall’87’ Elmas: sv.
Insigne: 6,5. Come Politano a destra, anche il capitano, a sinistra, si sacrifica con continuità: preziosa la diagonale su Hakimi (con tanto di esultanza). Poi è lui che semina il panico nell’area interista nell’azione dell’autogol. Nel complesso non brilla, ma non era semplice sfondare il muro nerazzurro.
Osimhen: 5,5. L’Inter gli toglie profondità e lo costringe ad agire spalle alla porta. I compagni non trovano sbocchi. Tanto impegno senza palla, ma le sue caratteristiche sono altre. Dal 74' Mertens: 6. Qualche guizzo pur senza pungere più di tanto, ma la sua esperienza pesa di più di quella di Osimhen e l’Inter rischia molto di più in almeno due occasioni.
Gattuso: 6-. Dopo un primo tempo di grande intensità e possesso (58% a 42%, Inter sfortunata con due legni), il Napoli lascia campo agli avversari fino al pareggio. La fiammata di Politano poteva regalare 3 punti decisivi per la corsa Champions, ma anche la sfortuna è finita in parità: incrocio dei pali! La gestione di Mertens e Osimhen considerando il prevedibile catenaccio di Conte, lascia qualche dubbio, così come i cambi nel finale mentre la squadra provava altri affondi. Un po’ di giustificabile paura di perdere. Ci può stare. Ora serve un filotto di vittorie. A partire dal match contro la Lazio in programma giovedì, sempre al Maradona. Ma c’è una tegola per Gattuso: Demme sarà squalificato, bisogna trovare nuovi equilibri in mediana.
Ps: 6,5 alle maglie firmate Kappa-Burlon, una intelligente operazione di branding.








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