Milan-Napoli, pagelle: Olivera monumentale, Kvara-Lukaku stellari. Il voto a Conte e i due 10
Straordinaria la prova del terzino uruguaiano, tra i migliori in campo. Applausi e complimenti anche all'arbitro Colombo: direzione di gara impeccabile.

Il Napoli inizia il cosiddetto “tour de force” battendo il Milan a San Siro: 0-2, come il prefisso della città meneghina, grazie ai gol di Lukaku e Kvaratskhelia nel primo tempo. Il vantaggio dei partenopei dopo meno di 5 minuti. Rrahmani apre il gioco dalle retrovie in stile Albiol e trova Anguissa tra le linee. Il camerunense lancia Big Rom, che sorprende i centrali Thiaw e soprattutto Pavlovic che finisce triturato nello scontro fisico. Quando Romelu calcia, Maignan già immagina di dover raccogliere il pallone in fondo al sacco. Il raddoppio azzurro a fine primo tempo, dopo oltre mezz’ora di buon Milan (abile nel possesso, ma con pochi sbocchi dalle parti di Meret, eccezion fatta per un tiro di Musah al termine di un’azione nata da un errore di Di Lorenzo): è Kvara a trovare l’acuto: prima il dribbling su Emerson Royal, poi l’allungo su Fofana, ed infine la superba traiettoria che fulmina Maignan (poco efficace nell’occasione, anche se il tiro era angolatissimo e gli rimbalza davanti).
Orfani di Theo, Reijnders e Leao, i rossoneri nella ripresa si aggrappano all’esperienza di Morata. Che il gol lo trova, di testa, su cross dell’ottimo Chukwueze, ma parte in posizione di fuorigioco. Poi Fonseca si gioca le carte Leao e Pulisic, ma il copione non cambia di molto. Il portoghese prova a scuotere i suoi puntando Di Lorenzo e calciando verso la porta: Meret si supera in un’occasione. Nel finale spazio anche per Camarda. Il Napoli gestisce meglio e sfiora il terzo gol in ripartenza (in particolare con Lukaku e McTominay), e alla fine conquista i tre punti con compattezza, cinismo, sprazzi di bel gioco e anche un pizzico di fortuna che, come è noto, aiuta gli audaci. Ora la classifica vede il Napoli sempre più capolista con un +7 sull’Inter e +8 sulla Juventus. Il Milan, a -11 dalla vetta (con una gara da recuperare), ripartirà dalla buona prova offerta contro i partenopei. Che invece continueranno il tour de force contro l’Atalanta al Maradona. Le pagelle di Aeranapoli.it.
Meret: 7,5. Lucido e puntuale nelle uscite basse, come su Musah. Reattivo sui tiri dalla distanza: perfetto sul tiro di Chukwueze, strepitoso sulla bordata di Leao. Sul gol di Morata, poi annullato per fuorigioco, forse poteva fare di più. Le critiche feroci lo hanno ulteriormente forgiato: per aspera ad astra, è evidentemente questo il suo destino.
Di Lorenzo: 7. Il più classico degli stantuffi: accelera e ripiega con meccanismi rodati ed efficaci. Okafor entra raramente in zona calda. Un solo errore quando calcia dall’out in uscita dalle retrovie e trova Chukwueze al limite dell’area: Musah poi grazia Meret da buona posizione. Si riscatta con uno straordinario salvataggio di tacco. Il più fresco Leao lo salta una sola volta (dopo aver commesso fallo su Mazzocchi): il riflesso di Meret è decisivo sulla conclusione del portoghese.
Rrahmani: 7. Morata gli crea qualche grattacapo, ma nel complesso riesce a contenerlo. E’ lui ad avviare l’azione – che porta al gol di Lukaku – con un taglio verticale per Anguissa che poi lancia il bomber belga.
Buongiorno: 7. Al pronti-via argina Loftus-Cheek. Poi un errore inconsueto in uscita che stava per favorire il Milan. E’ l’unico neo di una partita sontuosa. Ha colpe anche lui nell’azione del gol annullato a Morata, ma si può perdonare perché lo spagnolo prende tempo e posizione partendo alle spalle di tutti, anche se di poco.
Olivera: 8-. Un errore non manca, ma che importa se è come un piccolissimo neo sul viso di una prestazione sublime? Si supera su Musah, risponde colpo su colpo agli affondi del veloce Chukwueze, dialoga bene con Kvara ed è sontuoso in una chiusura su Leao. E poi è in ogni zona di campo, è sangue e arena. Monumentale. Dal 93’ Zerbin: sv.
Anguissa: 7. Dopo pochi minuti è già in cattedra e disegna sulla lavagna di San Siro il perfetto ponte nello stretto che unisce Lukaku al gol del vantaggio. E’ letteralmente rinato: difende, esce palla al piede da ingorghi pericolosi ed è spesso illuminante nella distribuzione del gioco.
Gilmour: 7. Si prende rischi mostrando grande personalità, ma riesce a far passare il pallone in verticale tra le linee nemiche. Macina tanti km, intercetta molti passaggi – quando recupera il possesso, rallenta gli avversari – e alla fine raccoglie gli applausi dei tifosi e i vistosi complimenti di Antonio Conte. Dal 93’ Folorunsho: sv.
McTominay: 7-. Ad inizio gara è intermittente: si accende improvvisamente e poi a tratti si spegne, soprattutto in alcuni ripiegamenti. Nella ripresa chiude male una ripartenza feroce del Napoli: la sua conclusione finisce sul fondo. Nei minuti finali gioca di fisico e padronanza con il pallone tra i piedi. E strappa applausi.
Politano: 7. Per Matteo un’altra serata all’insegna della lotta senza sosta. Con Di Lorenzo crea una cerniera laterale molto solida ed elastica. Peccato per una conclusione fuori dai pali da posizione favorevole. Esce stremato. Dal 67’ Mazzocchi: 6. Entra con il compito di spegnere sul nascere i cattivi pensieri di Leao. E ci riesce egregiamente, tranne che in una sola occasione, ma forse ha subito fallo. Ci ha pensato Meret a fare “salvi tutti”.
Kvaratskhelia: 8. Alza un muro con Olivera, poi va a prendersi gli applausi a scena aperta con un acuto meraviglioso degno della Scala del calcio. E’ un campione senza se e senza ma. Chi dice il contrario ha una vasta scelta di sport a disposizione per trascorrere il tempo libero. Il gol che vale lo 0-2 è di quelli che possono spaccare una stagione. Dal 77’ David Neres: 6. Merita il voto anche se si vede poco. Ma quando si vede è fondamentale per tenere il Milan lontano dall’area. Perde un solo pallone in una zona pericolosa.
Lukaku: 7,5. Dopo pochi minuti spazza via le infinite polemiche sul suo presunto stato di forma non ottimale, con un gol da campione: si incunea in area dopo aver dettato il passaggio ad Anguissa, cancella l’avversario con una irruzione di spalla e fredda Maignan. Una rete da belva affamata. Nel complesso lotta come un leone e gli capita di sbagliare qualche gol o di trovarsi nel posto sbagliato su un tiro di Kvara a botta sicura. Romelu, fischiato dai milanisti all’uscita dal campo, ha confermato il vizio del gol contro i rossoneri: quando è stato allenato da Conte ha segnato sei volte in sei partite, senza il suo Antonio è a zero su sette. Dal 77’ Simeone: 6. Vedi Neres, anche se, a differenza del brasiliano, non commette errori.
Conte: 8. Cosa vuoi dire ad un allenatore che rianima una squadra reduce da un imbarazzante decimo posto e la riporta in testa alla classifica con 25 punti dopo 10 giornate? Davvero è il caso di andare per il sottile o di utilizzare la friggitrice ad aria? Il Napoli è compatto e sa soffrire anche quando decide di lasciare il possesso agli avversari per poi colpire con fiammate ben articolate nei buchi avversari. Il tutto senza prendere gol. Ed è un dato di fatto, altro che fortuna o sfortuna. Oltre la “bellezza”, c’è un’altra strada. Che non è la concretezza affibbiata anche alla “bruttezza” di chi lo ha preceduto (nè Mazzarri, nè Calzona, ovviamente), ma è la compattezza, ovvero l’organizzazione in grado di favorire e di esaltare le giocate dei singoli per il bene collettivo.
10 ai tifosi del Napoli, protagonisti a San Siro.
10 e lode all’arbitro Andrea Colombo di Como, uno dei migliori in campo: direzione di gara da campione. Applausi per lui e complimenti.
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