Mertens merita più rispetto e un finale della sua favola azzurra decisamente diverso

Spalletti prepara le ultime 10 partite di questa stagione in cui il Napoli si gioca sogni di gloria e qualificazione in Champions. E c'è un Mertens da non dimenticare.
Dries Mertens. Basta solo il nome per ricordarsi di chi stiamo parlando, ovvero del calciatore più prolifico della storia del Napoli. Le sue qualità di leader e di simbolo della squadra sono indiscutibili, ma evidentemente Luciano Spalletti la pensa diversamente visto che lo utilizza con il contagocce. Eppure il belga, nonostante abbia giocato molto poco (in totale 28 presenze, ma poche volte da titolare), ha realizzato 9 gol. In campionato 7, gli stessi gol di Insigne, ma il capitano ha segnato 6 volte dal dischetto.
Mancano 10 partite, Victor Osimhen sembra isolato lì davanti e la squadra ha evidentemente bisogno di qualche correttivo tattico. Mertens è una risorsa importante, non una bandiera che si avvia ad essere ammainata a fine stagione. Spalletti non si faccia nemmeno lontanamente influenzare, eventualmente, dal discorso rinnovo, tenga soltanto in considerazione tutto il coefficiente tecnico di questo ragazzo il quale, contrariamente a quanto sostengono in tanti, è tutt'altro che un ex calciatore. Il 6 maggio spegnerà 35 candeline. Giroud, il 30 settembre, 36. "Ciro" merita un finale di favola diverso da "scampoli finali di partita". Ma non perché gli sia dovuto "qualcosa", semplicemente perché i numeri e la qualità tecnica - probabilmente la migliore di tutta la rosa - parlano per lui.








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