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"Mazzarri, Fernandez, Vargas e le amare notti partenopee..."


Luca Giordano,
Pubblicato nella sezione Campionato
Mazzarri, Fernandez, Vargas e le amare notti partenopee...

Luca Giordano nel suo editoriale per AreaNapoli.it analizza l'attuale situazione della squadra azzurra.


Da Londra a Roma, passando per Torino. Perchè le notti amare sono iniziate da lì, dallo Stamford. Da quella "indimenticabile" eliminazione il Napoli ha imboccato l'oscuro tunnel. Purtroppo in un momento decisivo della stagione. I dati parlano chiaro: 14 goal subiti in 5 match (2 pareggi e 3 sconfitte) non possono essere assolutamente accettabili, soprattutto per una squadra con ambizioni da ‘grande'. E' inutile incolpare solo l'allenatore, la scarsa condizione fisica (e forse anche mentale) degli azzurri è evidente, ma anche Walter Mazzarri ha le sue colpe. Il tecnico troppo spesso ha puntato sui tre "titolarissimi" in fase difensiva, nonostante le prestazioni scadenti. E' vero, le alternative non ne sono molte, considerando anche la pessima prova di Miguel Britos contro i biancocelesti. Ma un'opportunità poteva essere data a Fernandez, giovane promettente e Nazionale argentino. Molto probabilmente lo vedremo in campo mercoledì al San Paolo con l'Atalanta, visto che Cannavaro e Britos non saranno disponibili per squalifica. Discutibile inoltre la gestione dei cambi: Vargas per Pandev, ad esempio, è apparsa una scelta quantomeno azzardata. Ha senso far entrare il cileno negli ultimi 11 minuti e 30 secondi di un match compromesso? Sarebbe giusto dare ad Edu più spazio sin dal primo minuto, per evitare di "bruciare" un calciatore, eletto secondo miglior sudamericano del 2011, pagato fior di milioni. Perchè il talento c'è, e si vede.


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Gli errori arbitrali non devono essere un alibi, anche se non mancano mai. Ma nemmeno lo possono essere le ormai lontane fatiche europee. Ancora meno le assenze, in quanto la Lazio ne aveva di ben più pesanti. Servirebbe soltanto un po' di umiltà in più da parte del nostro mister, da inculcare anche nei giocatori. Perchè è con l'umiltà che si deve ripartire, riprendere la marcia. Quell'umiltà che caratterizza la mentalità dei calciatori in campo, la loro voglia di lottare e dare il massimo per la maglia. Perchè una squadra può anche "non saper impostare il gioco", può anche essere un po' in difficoltà dal punto di vista fisico, ma se ci sono le motivazioni nel calcio tutto è possibile. Ce lo ha dimostrato il Nostro Napoli in questi ultimi anni. Ce lo sta dimostrando, bisogna ammetterlo, la tanto odiata Juve in questa stagione. Per il terzo posto nulla è deciso, anche se ormai non dipendiamo più solo da noi stessi. Ma nulla è per caso. L'importante è crederci...


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