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Il Genoa è americano, svelata la cifra di acquisto di 777 Partners. Preziosi resta

Preziosi lascia il Genoa dopo 18 anni, questo il suo primo commento: "E' arrivato il momento di passare la mano. 777 Partners è una società forte".


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

23/09/2021 22:57 - Campionato
Il Genoa è americano, svelata la cifra di acquisto di 777 Partners. Preziosi resta
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Il Genoa cricket and football club, fondato il 9 settembre 1893 (resta il club più antico d’Italia), passa al fondo americano 777 Partners, con sede a Miami. Mercoledì scorso le firme sull’accordo con Enrico Preziosi. Preziosi lascia il Genoa dopo 18 anni: dal sesto posto del 2009 con Gasperini ma con l’Europa sfumata a causa della mancanza della licenza Uefa, alla retrocessione a tavolino del 2005 (affare Venezia). Un decennio di alti e bassi con contestazioni feroci da parte della tifoseria. Nel comunicato ufficiale che conferma il passaggio di proprietà, si legge tra l’altro che “777 verserà nuovo capitale nel club e si assumerà alcune passività correlate. Siamo profondamente onorati di diventare parte di un club con una storia, un patrimonio e una tradizione come il Genoa”, le parole riportate e attribuite a Josh Wander uno dei due fondatori del fondo 777 Partners. "Comprendiamo a rispettiamo l’eredità che stiamo ereditando, vogliamo custodire e proteggere l’orgogliosa eredità dei Rossoblù puntando a migliori piazzamenti possibili in serie A”. Enrico Preziosi ha commentato: “E’ arrivato il momento di passare la mano. Avevo sempre detto che avrei lasciato il Genoa solo ad una nuova proprietà forte e affidabile e lo lascio a 777 Partners”.

In verità - scrive Parodi su Calciomercato.com - Preziosi non esce del tutto dalla stanza dei bottoni. Cede l’intero pacchetto azionario del club (per la precisione il 99,9%), salvo la minima percentuale di quote in mano ai piccoli azionisti. Lascerà ovviamente la carica di presidente ma resterà per tre anni nel board del nuovo Genoa americano: con compiti di rappresentanza istituzionale. Curerà i rapporti con Lega calcio e Federcalcio e farà pesare la propria esperienza sulle strategie mercato e sulle scelte che i nuovi dovranno effettuare. Una soluzione ibrida che lascia alcune perplessità. Se Preziosi si è disfatto delle quote quale sarà il suo ruolo effettivo all’interno del club? Una spiegazione possibile riporta ai contorni dell’accordo che ha messo in sella gli americani di 777 Partners. Il Genoa è stato valutato attorno ai 150 milioni di euro, una buona metà rappresentati da indebitamenti pregressi del club. La formula è inedita e lega l’effettivo versamento del prezzo pattuito a diversi indici (anche finanziari), nonché ai risultati conseguiti dalla squadra nelle stagioni a venire.


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In apparenza è bizzarro che gli acquirenti leghino i compensi della cessione a eventi che dopotutto dipenderanno da loro, dalla loro sagacia e dalla capacità di mettere a profitto le potenzialità del club. Se stupisce per le abitudini italiane, questo schema, inedito per l’Italia, rientra nella mentalità Usa. Gli investitori di capitali valutano i rischi – e le conseguenti esposizioni finanziarie – in base ai ritorni economici che queste producono. Un business in fieri, dunque. E la permanenza di Preziosi potrebbe significare che, se le cose prendessero una brutta piega, il vecchio patron si impegnerebbe a non lasciar il Genoa in mezzo alla palude. Preziosi dunque si sarebbe tenuto una sorta di golden share, da far valere in casi estremi e ovviamente già previsti contrattualmente fra le parti. Illazioni, naturalmente. Che nessuno dall’interno del club vuole confermare né commentare. Quel che è certo è che gli americani investiranno nel Genoa perché è il loro mestiere, sintetizzato nel claim che compare sul sito web della società. “Empowering growth in opportunistic markets”. Rafforzare la crescita in mercato che ne offrono le opportunità”. Genova e il Genoa evidentemente corrispondono a queste caratteristiche. E verosimilmente lo sguardo dei tycoons Usa si spingerà oltre il puro orizzonte calcistico, Genova e la Liguria potrebbero giovarsene: turismo, edilizia, mare. Chissà…

I tifosi genoani sognano lo scudetto della stella, ma sulle intenzioni reali dei manager Usa per adesso è possibile soltanto fare delle ipotesi. Da quel che è filtrato sarebbero tre le linee di intervento concepite dai nuovi padroni del Genoa: valorizzazione del brand Genoa nel mondo, attraverso iniziative sostenute dal sistema mediatico e di comunicazione: social, on line, merchandising ecc. Costruzione di un nuovo stadio o in alternativa ristrutturazione radicale del Luigi Ferraris che è già interessato a lavori di miglioria condotti in tandem da Genoa e Sampdoria. Infine, rafforzamento delle risorse dal settore giovanile che già gode di ottima salute e solo negli ultimi anni ha sfornato talenti come Mandragora, Salcedo, Pellegri, Rovella e ora Cambiaso e Bianchi.  A mo’ di appendice si riparla di costruire un nuovo centro sportivo a Cogoleto (immediato ponente genovese) su terreni già acquistati da Preziosi nel 2010. 


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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