Demme, Elmas, Lozano e Raspadori: critiche assurde, retroscena Spalletti

Dopo Napoli-Verona troppe ed ingenerose le bordate nei confronti di alcuni calciatori schierati dal primo minuto.
In occasione dell'ultima sfida al Maradona, contro l'Hellas, mister Luciano Spalletti ha scelto una formazione del Napoli quasi inedita. Dopo diversi mesi, ad esempio, è tornato Diego Demme in mediana, con Anguissa ed Elmas ai lati, mentre in attacco Lozano è stato schierato a sinistra con Raspadori prima punta in un ruolo che non è di certo il suo e nemmeno il più congeniale viste le sue caratteristiche. In difesa, invece, prova generale per Juan Jesus in vista della sfida di Champions contro il Milan: prenderà il posto di Kim Min-jae, squalificato.
Contro il Verona la sfida si è conclusa 0-0 al termine di una prestazione senza troppi sussulti, con gli scaligeri arroccati in difesa e pronti a ripartire in contropiede. Nella ripresa traversa di Osimhen e contropiede di Ngonge sciupato. Un pareggio tutto sommato giusto e finanche prevedibile, eppure a leggere i social sono piovute offese e critiche assurde all'indirizzo dei vari Demme, Elmas, Lozano e Raspadori. Si tratta di vero e proprio autolesionismo considerando che il Napoli ha 14 punti di vantaggio sulla Lazio seconda e martedì ha l'occasione di scrivere la storia in campo europeo nella Coppa più importante.
Anche il Milan non è andato oltre il pareggio a Bologna con Pioli che ha optato per un turnover massiccio. L'Inter ha addirittura perso in casa contro il Monza, mentre la Juventus sul campo del Sassuolo. Le Coppe tolgono punti, lo sanno tutti. Eppure a Napoli c'è chi non lo ha ancora capito e lancia bordate inutili e da incompetenti. Tra l'altro Demme non giocava da mesi, Elmas ormai si adatta a qualsiasi ruolo, Lozano si è molto sacrificato anche in difesa e Raspadori è reduce da un infortunio.
Tra l'altro Luciano Spalletti ha chiesto ai suoi, nel primo tempo, di gestire il palleggio senza strafare consapevole delle difficoltà offensive in assenza di una punta di peso, altro che troppi passaggi all'indietro. Ed infatti quando è entrato Osimhen anche la ricerca della profondità è cambiata.








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