Criscitiello: "Svolta Milan. ADL ha perso un'occasione per star zitto. Follia Maradona"

Il giornalista Michele Criscitiello, direttore di SportiItalia, ha espresso alcune considerazioni sul Napoli attraverso il suo consueto editoriale.
Il giornalista Michele Criscitiello, direttore di SportiItalia, ha espresso alcune considerazioni sul Napoli e il Milan attraverso il suo consueto editoriale per tutomercatoweb.com. "Fassone e Mirabelli stanno seminando e, dietro le quinte, hanno già lavorato bene; ma che facciano i fenomeni al primo anno sarebbe da escludere. Allora ci saranno le voci che vorranno di nuovo anche il peggior Berlusconi ma chi sono "'sti cinesi" e a Fassone e Mirabelli la cosa più carica che diranno sarà "tornatevene all'Inter". Bene, se il Milan sarà capace di capire che il prossimo anno si getteranno le basi per un gran futuro, allora i rossoneri torneranno davvero ad essere grandi. Il nuovo management del Milan sa benissimo a cosa va incontro e conosce bene anche gli schemi. La stampa radicata non sarà mai tenera con il nuovo Milan. 31 anni di rapporti non si cancellano con un closing. Le ombre di Milanello non saranno solo quelle dove non batte il sole sotto gli alberi e per creare un sistema vincente c'è bisogno di tempo. Detto questo, il tifoso deve essere contento di avere finalmente una dirigenza che si fa trovare su tutti i campi di Italia e di Europa per fare scouting vero e puro. Ma soprattutto dirigenti che non puntano più ai soli scarti ma anche a big potenziali fenomeni. Il Milan volterà pagina e non dovrà farlo preso dalla fretta. I bambini non nascono e sanno subito correre. Impari a camminare, cadi, ti rialzi e torni a camminare. Mirabelli ripartirà da Montella anche perchè quest'anno con tre figurine e due Primavera ha ottenuto grandi risultati, fin dove ha potuto. Il tifoso torna a sognare perchè Keita, Bernardeschi, Aubameyang sono calciatori che possono far sperare in un futuro roseo. Questo Milan deve ripartire da Donnarumma, Romagnoli, Locatelli (ancora non pronto per essere titolare inamovibile), Suso e Bonaventura (buon prospetto ma non il pezzo forte del progetto). Mezzi calciatori non servono. E in questo Milan ce ne sono tanti. Torniamo indietro anche se sono passati un po' di giorni. De Laurentiis, a Madrid, ha perso una buona occasione per stare zitto. Al Bernabeu sarebbe dovuta essere la festa della sua gestione napoletana e, invece, lui stesso l'ha rovinata. Attaccare a caldo il suo allenatore e tutti i suoi calciatori, meno uno, non è un gesto da vero Presidente e da vero leader. De Laurentiis pubblicamente può fare sceneggiate e baldoria se porta dei vantaggi alla sua squadra e alla sua società ma non può a livello mondiale, nel tempio del calcio, attaccare così Sarri e i suoi ragazzi. Volendo anche ammettere che abbia ragione, e non ce l'ha, il giorno dopo si chiude nello spogliatoio di Castelvolturno e fa volare le sedie. Gli arbitri si attaccano in pubblico perchè c'è un obiettivo per la gara successiva, ma se devi dire qualcosa al tuo allenatore non la dici in televisione. De Laurentiis, mercoledì, ha fatto del male a se stesso e alla società che gestisce con sapienza e intelligenza. Poi invoca il silenzio stampa quando l'unico che dovrebbe stare zitto invece può continuare a parlare con chiunque. Siamo dalla parte di Sarri che ha fatto un miracolo ma anche dalla parte della squadra che a Madrid ha perso conservando la dignità e tenendo alto il nome di Napoli. Altri club, anche più ricchi in Europa, avrebbero fatto figure più brutte al cospetto dei"Santi". Se poi De Laurentiis, prossimo anno, vuole andare a vincere a Madrid allora al posto di guadagnarli 95 milioni, li spenda. Non entriamo neanche nel merito della follia di far entrare Maradona nello spogliatoio pochi minuti prima della gara. In quegli attimi, nello spogliatoio, non deve entrare nessuno. Neanche De Laurentiis. Figuriamoci Maradona che tutto è fatta eccezione di un mental coach. Maradona è stato il dio del pallone quando giocava e gli riconosciamo che nessuno ci ha fatto esaltare come lui, ma questo Maradona al Napoli non serve a nulla, se non a fare il giro dei musei. Non è un esempio da portare in giro e da mostrare ai ragazzini, non merita di rappresentare la società di De Laurentiis e figuriamoci se può parlare alla squadra negli spogliatoi di Madrid come fosse lui l'allenatore. De Laurentiis pensi a queste cose serie, piuttosto che a screditare pubblicamente il suo gruppo di lavoro.







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