Benitez impeccabile: subito individuato il primo "allarme"

A mente fredda, smaltiti i postumi della "febbre da entusiasmo" post-Borussia, viene spontanea una riflessione sul grande Napoli di quest'inizio stagione. Un "pelo nell'uovo" in chiave costruttiva.
A mente fredda, smaltiti i postumi della "febbre da entusiasmo" post-Borussia, viene spontanea una riflessione sul grande Napoli di quest'inizio stagione. Un "pelo nell'uovo" in chiave costruttiva, ma anche un infido pericolo nascosto dietro l'angolo. Gl ultimi 10 minuti del match contro i gialloneri di Klopp hanno messo in evidenza forse l'unica pecca, fino ad ora, dell'undici di Benitez, un'ancora non sviluppata capacità di infliggere il colpo di grazia e il conseguente errore di voler preservare il risultato. Un boccone succulento per una squadra normale sotto di due reti, figuriamoci per il famelico Dortmund ridotto in 10 uomini e sospinto dalla forza della disperazione. Un peccato "veniale" che può costare molto caro, in Europa soprattutto. Non è un caso che anche oggi, nella conferenza stampa pre-Milan, Rafa Benitez abbia invitato tutti a rimanere con i piedi per terra, sottolineando l'obbligo di migliorare ancora. Per la serie: "Che nessuno si autocompiaccia più del dovuto, la strada è ancora lunga".
Impeccabile il mister azzurro nel cogliere immediatamente il sentore di pericolo rappresentato dal finale di partita di mercoledì, considerando certo anche una fisiologica stanchezza. Prendete ad esempio la Juventus degli ultimi due scudetti: una squadra che, oltre al ritmo forsennato, ha fatto leva sulla spietatezza, fa nulla si vincesse 2 o 3 a zero. I bianconeri non lasciavano tregua fino a quando la resa dell'avversario non fosse totale ed evidente. Qualunque avversario. Su questo il Napoli deve poggiare il già entusiasmante fraseggio "alla spagnola" portato da Benitez, con il Milan domani sera così come col Sassuolo mercoledì. Infierire, anche se tutto sembra tranquillo, e ciò non è sinonimo di riversarsi in modo sconclusionato nell'area avversaria offrendo il fianco ai contropiedi. Piuttosto, vuol dire non abbandonare mai la voglia di affondare un ulteriore, decisivo, colpo di spada.
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