A Napoli sta iniziando a girare la solita "canzone"

Prime difficoltà stagionali per il Napoli di Luciano Spalletti che resta comunque al comando della classifica di Serie A con 36 punti. In città eccessivo pessimismo.
Il Napoli di Luciano Spalletti torna da Reggio Emilia con due punti persi o con un punto guadagnato? Difficile dirlo perché la partita del Mapei Stadium contro il Sassuolo è stata un'altalena di emozioni. Dopo un primo tempo di buon livello finito 0-0, i partenopei hanno trovato il doppio vantaggio: prima Fabian Ruiz, con il solito gol da fuori area, poi con Dries Mertens, con la solita genialata. Dopo poco, però, il centrocampista spagnolo si è infortunato e il tecnico degli azzurri lo ha sostituito, approfittando del cambio per fare uscire anche il belga. Insomma, in un colpo solo fuori i due protagonisti principali della partita tra sfortuna e scelte tecnico-tattiche. Da quel momento è iniziata l'apnea per la squadra in rosso e per i suoi tifosi.
Prima il gol di Scamacca al 71' al termine di un arrembaggio asfissiante, poi la testata vincente di Ferrari sugli sviluppi di un calcio di punizione inventato di sana pianta dall'arbitro che pochi istanti prima non ha visto un fallo subito da Rrahmani. Nei secondi finali il gol di Defrel con il Var che lo ha cancellato per un fallo di Berardi in avvio di azione. 2-2 il finale con Spalletti che ha contato i "feriti" e i danni di una vera e propria battaglia che qualche minuto prima sembrava vinta in scioltezza prima che cadesse il fortino e piovessero bombe. E a Napoli, al triplice fischio, è iniziata a girare la solita "canzone". Quale? "Ricordiamoci che l'obiettivo stagionale è il quarto posto, ricordiamoci che questa squadra è costruita per tornare al massimo in Champions League", ma anche "De Laurentiis non vuole vincere lo scudetto perché non gli conviene economicamente ecc. ecc.". Peccato perché più che una "canzone" è la "solita litania", per dirla con Eduardo De Filippo (più precisamente con Pasquale, fratello di Luca, personaggi di Natale in casa Cupiello).
Il Napoli è ancora primo in classifica. Lo sarà per poco? E' solo questione di tempo? Forse, chissà, ma perché abbandonare il campo di battaglia a prescindere alle prime difficoltà? Bisogna puntare alle stelle per fare un giro nei cieli. E' fondamentale mirare al primo posto per arrivare tra i primi quattro perché se punti al quarto, rischi di finire fuori da tutto, come l'anno scorso. Perché il braccio teso è destinato a stancarsi e il colpo arriva sempre un po' più giù.








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