Napoli, prima donna vaccinata contro il Covid. Immagine storica all'Ospedale del Mare
Il via alle vaccinazioni tra le 10 e 10,30. I vaccini sono arrivati all'hub dell'Ospedale del Mare a Ponticelli e poi smistati negli altri sei presidi.

NAPOLI. È arrivato questa mattina alle 8 all'Ospedale del Mare di Ponticelli il furgone con i 720 vaccini anti-Covid destinati alla Campania. A scortarlo esercito e carabinieri. Da qui sono partite le dosi destinate agli altri 6 ospedali campani coinvolti nel "vax day". Venti vaccini andranno anche a una Rsa del quartiere Frullone. Saranno 100 in totale gli operatori sanitari vaccinati tra Ospedale del Mare, Cotugno e Cardarelli per quanto riguarda Napoli e al San Sebastiano di Caserta, al Moscati di Avellino, al San Pio di Benevento e al Ruggi d’Aragona di Salerno. Il via alle vaccinazioni è avvenuto tra le 10 e 10,30. I vaccini sono arrivati all’hub dell’Ospedale del Mare a Ponticelli e da qui sono stati smistati negli altri sei presidi.
Tra i fotografi presenti c'era anche il Maestro Salvatore Otranto che ha inviato alla nostra redazione le storiche immagini della prima vaccinazione a Napoli: la professionista che si è sottoposta è l'infermiera Anna Iovino. Nella prima immagine il momento dell'iniezione, nella seconda lo scatto proprio con Otranto il quale ha rilasciato alcune dichiarazioni ai nostri microfoni: "Dopo una notte insonne, dedico questo scatto STORICO a chi come me ha sofferto in questi ultimi mesi, soprattutto i miei colleghi, amici dello spettacolo ecc. ecc. Un pensiero a chi non è più con noi. Voglio sperare che sia il giorno della nostra rinascita".
RIPRENDIAMOCI LA VITA! (di Lorelei D'Avalonia)
"Il mio caro amico Salvatore Otranto (che non è un fotografo “qualunque” ma che si è sempre distinto per la sensibilità ai temi sociali e culturali) ha trascorso una notte insonne all’Ospedale del Mare. La sua era l’attesa di un momento importante, come quando ti apposti accanto ai boccioli di pesco, agli esordi della primavera, e rubi lo scatto che testimonia lo scoppio della vita. Stavolta a Napoli la primavera arriva a dicembre e con una puntura sul braccio di una donna, Anna Iovino, prima vaccinata contro la COVID-19 nelle lande di Partenope e divenuta simbolo di rinascita. So cosa ha provato Salvatore, perché lo conosco. Il suo è uno dei settori più penalizzati da questa pandemia. E con lui ci sono tutti gli artisti, già messi in ginocchio da una società che a stento riconosce le professioni artistiche come “lavoro”, nonostante per svolgerle occorrono talenti non comuni. Nel cuore di Salvatore hanno fluttuato tempestose la speranza e l’ansia, la commozione e l’entusiasmo... Ed ora attendiamo che la vita faccia il suo dovere. Un pensiero atrocemente intenso va a tutte le sedie vuote, che hanno portato l’ombra nel Natale di tante case e resteranno una ferita aperta per sempre. Più di 71.000. E poi a tutti coloro che la vita l’hanno donata per amore degli altri, per dedizione, per passione, per onorare quella definizione: esseri “UMANI”. Grazie per la tua arte, Salvatore. Per la tua notte insonne. Per questo tuo scatto. Per la speranza che oggi condividiamo tutti. Viva la vita".










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