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Lavezzi, l'università olandese studia gli errori della sentenza


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Lavezzi, l'università olandese studia gli errori della sentenza
Immagine generata da intelligenza artificiale a scopo puramente illustrativo

Il caso del presunto sputo di Lavezzi a Rosi, punito dal giudice sportivo Tosel con la squalifica per tre giornate, è entrato in un’aula universitaria.


Il caso del presunto sputo di Lavezzi a Rosi, punito dal giudice sportivo Tosel con la squalifica per tre giornate, è entrato in un’aula universitaria. Quella di Tilburg, in Olanda. Ieri mattina 48 studenti del corso di diritto sportivo tenuto dall’avvocato Michele Colucci - avellinese da anni trasferitosi a Bruxelles, consulente dell’Assocalciatori internazionale e componente della Commissione della Fifa per le controversie contrattuali - hanno approfondito questo argomento, osservando il video. "Abbiamo fatto una riflessione sul valore della prova televisiva, presa in considerazione per episodi sfuggiti all’arbitro, e sulla sua attendibilità, collegata alla nitidezza delle immagini. Se non è possibile vedere lo sputo di Lavezzi, come può essere ritenuta fondata tale prova? In ogni caso, il giudice sportivo non ha tenuto conto dell’attenuante della provocazione, quindi la sanzione è stata irragionevole", ha osservato Colucci. A proposito della sentenza di Tosel, l’avvocato ha sottolineato: "È un provvedimento attaccabile perché sono state espresse motivazioni generiche. Adottando quella decisione a carico di Lavezzi, il giudice se ne è assunto tutte le responsabilità". Colucci è esperto anche in materia di diritto dei lavoratori e due anni fa anche grazie alla sua consulenza l’ex azzurro Mannini si è visto revocare la squalifica di un anno inflitta dal Tas per un ritardo al controllo antidoping ai tempi del Brescia. "Se non dovesse essere accertata con chiarezza la responsabilità di Lavezzi, sarebbero state danneggiate la dignità e la professionalità del calciatore del Napoli. Si può adottare una sanzione esemplare a patto che la prova sia certa e qui non ci sono certezze. Faccio parte della commissione Fifa che dirime le controversie contrattuali e i nostri provvedimenti sono adottati quando le responsabilità sono evidenti. Ogni sanzione deve essere proporzionata ai fatti compiuti tenendo conto delle attenuanti, ad esempio la provocazione". Nell’aula universitaria di Tilburg è stato citato anche un episodio accaduto nel ’98 in Milan-Roma. "Il romanista Daniele Conti subì la squalifica di tre giornate per sputi al milanista Bierhoff. In secondo grado - allora c’era la Disciplinare - la sentenza venne ridotta a due gare perché lo sputo non aveva centrato il volto dell’avversario, ma un’altra parte del corpo. A mio avviso è un provvedimento risibile, tuttavia fa giurisprudenza e bisogna tenerne conto nella vicenda Lavezzi dato che il giudice non ha potuto indicare la direzione dell’eventuale sputo". Domani la decisione della Corte di giustizia federale sul ricorso del Napoli, che punta all’annullamento della squalifica di tre giornate. Ieri il direttore generale Fassone e l’avvocato Grassani hanno messo a punto i dettagli, esaminando anche i precedenti, per chiedere che nel caso di Lavezzi non sia applicata la prova televisiva perché le immagini non sono nitide. Oggi, prima della partita, il dossier verrà esaminato da De Laurentiis. Il Napoli ha deciso di non far partecipare Lavezzi alla riunione negli uffici della Figc a Roma: secondo la tesi del club, non dev’essere discussa l’innocenza del giocatore, ma l’inammissibilità di immagini in cui lo sputo non è chiaro.

Fonte: Il Mattino


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